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Affitti turistici a “disco orario” a Venezia: è scontro

L'affitto di alloggi a scopo turistico uccide il centro storico di Venezia, questo è l'unico incipit su cui sono tutti d'accordo

Questi sono i gironi cruciali per chi vive di rendita turistica a Venezia. Il decreto aiuti tra qualche giorno dovrebbe contenere le nuove regole sugli affitti turistici nel centro storico veneziano e in città scoppia il caso

Affitti turistici

Ma è sui rimedi che, in questi giorni, si è scatenata la bagarre. Perchè a Roma, a breve, il parlamento dovrà esaminare il decreto aiuti, in cui  potrebbero essere cambiate le regole del gioco. E chi si mantiene a Venezia affittando la propria casa, rischia di poterlo fare soltanto per pochi mesi l’anno.

Il prefetto di Venezia accende la miccia

È stato il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, a dare fuoco alla miccia, in un’audizione alla camera sulla legge speciale, suggerendo leggi che consentano l’affitto per periodi limitati, in nome dell’utilità sociale della proprietà privata sancita dalla Costituzione.

E il deputato Alex Bazzano e i sindacati dei proprietari degli immobili sono insorti. Attacco al prefetto a parte, la proposta di mettere dei vincoli di tempo alle locazioni ai turisti, è condivisa dal Centro Sinistra e dalla Giunta Brugnaro, in cui c’è pure la Lega.

Proposta del deputato Nicola Pellicani

Il deputato Nicola Pellicani ha presentato una proposta in cui ha chiesto di dotare il comune di una sorta di disco orario. Secondo i momenti di maggiore concentrazione turistica.

La Giunta Brugnaro attraverso l’assessore al bilancio Michele Zuin, chiede nuove regole. Secondo il progetto stilato con il sindaco di Firenze, che è alle prese con lo stesso problema e parla di ritardi rispetto ad altri paesi europei. A Parigi, ad esempio, il numero massimo consentito per l’affitto è di 120 giorni. A Londra e Madrid addirittura 90.

Abusivismo

Rimane pur sempre il nodo dell’abusivismo. 7 alloggi su 10, a Venezia, sono invisibili al fisco e al comune quando affittano. Dunque, anche in presenza di regole, senza controlli a tappeto, la città corre comunque il rischio di non avere alloggi da fornire a chi vuole risiedere stabilmente

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