Sui 1600 anni di Venezia, anche l’arte contemporanea ha tanto da dire. Ne è prova la mostra itinerante che riunisce una quindicina di artisti, chiamati a cimentarsi in un libero omaggio alla città più immortalata al mondo e che proprio quest’anno compie 1600 anni. L’ultima tappa di Venezia 1600, promossa e organizzata dall’Associazione Next, è a San Michele al Tagliamento.
Venezia 1600: le opere celebrative con materiali alternativi
Le 25 opere esposte, rimarranno visibili fino al 31 ottobre. Si tratta di lavori realizzati ex novo, durante il lungo periodi di lockdown, usando le tecniche più diverse tra il figurativo, l’astratto e la scultura. Lavori ispirati alla millenaria storia di Venezia con tante curiosità. Ad esempio i quadri unici come quello di Daniele “Il Leon a cinque code” ovvero la bandiera originaria di Venezia, non a sei code i sestieri, ma a cinque. Ad indicare le Governatorie Oltramarine, ovvero Zara, Spalato, Traù, Perasto e Sebbenico.
Curiosa anche la tecnica di realizzazione che utilizza scarti di materiale organico, in questo caso i bacelli dei piselli intinti di colore acrilico e scagliati sulla tela. Oltre a questa prima raffigurazione pittorica del gonfalone a cinque code, la collezione Venezia 1600 propone molte opere di grande interesse storico e sociale.
Ad esempio, il ritratto di “Ernest Hemingway all’Harry’s Bar” compie 90 anni. Oppure le opere di Sebastiano Musitelli che interpreta la nascita di Venezia, partendo dal legno di bricola, recuperata in laguna e riciclata. O ancora ‘Voci sottosopra’ di Vanessa Modafferi, l’unico dipinto che va visto e ascoltato, perché parla in veneziano.
Artisti e la mostra: celebrazione di Venezia attraverso un linguaggio contemporaneo
Gli artisti provengono da più regioni geografiche: oltre al Veneto, anche il Friuli Venezia Giulia, l’Umbria e la Grecia, per una mostra che è davvero l’unica ad interpretare 1600 anni di Venezia attraverso il linguaggio contemporaneo.