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Veneto è in zona arancione dal 8 marzo: parla Luca Zaia

Il virus guarda ai giovani, queste sono le parole di un preoccupato Luca Zaia nella conferenza stampa di oggi. Ascolta il servizio

È ufficiale, il Veneto è in zona arancione da lunedì. La conferma l’ha data oggi il presidente del Veneto Luca Zaia, nel corso del punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera. Gli spostamenti sono consentiti solo all’interno del proprio Comune di residenza.

Il bollettino di oggi

I dati di oggi riportano 1505 casi in più di ieri, i totali positivi in questo momento sono 27 740 (+839 rispetto a ieri). I ricoveri in ospedale si attestano su 1359 ricoverati: di cui 1206 in area non critica, con un aumento di 4 persone. Mentre in terapia intensiva il dato è di 153 ricoverati, con la diminuzione di 3 persone. I decessi sono 25.

Veneto è in zona arancione

  • vige il coprifuoco dalle 22 alle 5
  • la consumazione in bar e ristoranti è vietata all’interno e nelle vicinanze dei locali
    dalle 5 alle 18 è consentito l’asporto a tutti i locali, mentre dalle 18 alle 22 solo a quelli con cucina (es. ristoranti)
  • la consegna a domicilio non ha limiti d’orario
  • restano aperti i negozi al dettaglio
  • centri commerciali chiusi nei weekend, festivi e prefestivi
  • restano chiusi musei, cinema, teatri e piscine
  • Bar e ristoranti
  • è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie) e nelle loro adiacenze.
  • Dalle 5 alle 18 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, mentre la fascia 18-22 è consentita solo ai locali con cucina
  • raccomandate le mascherine ffp2

Le dichiarazioni di Luca Zaia

“Ho sentito il ministro e annuncio, quello che poi stasera ci sarà. Siamo zona arancione. In un test di 24 ore abbiamo intercettato 1505 positivi. Almeno 150mila persone potenziali sono possono essere potenzialmente positive. Siamo davanti a una variante una mutazione del virus che è dal 43 al 100% più contagioso e la proiezione di quello che potrebbe essere raccolto la prossima settimana è assolutamente preoccupante. Abbiamo 1300 pazienti covid quindi partiamo da una base e impegnati, vale due ospedali di provincia. La preoccupazione che noi abbiamo è che questo virus, che poi non lo si dica che io non l’avevo detto, guarda ai giovani”. Queste le parole di Luca Zaia.

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