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Venditori porta a porta tutt’altro che corretti: boom di casi nel 2019

Truffa del catalogo, nel 2019 boom di casi seguiti dall'Adico. Due casi su cinque riguardano cittadini Veneti. Vittime preferite gli ultracinquantenni

Mancano ancora due mesi e mezzo alla fine dell’anno ma si può parlare già di un record, tutt’altro che invidiabile. Nel 2019, infatti, sono 78 i casi seguiti da Adico sul fronte dei venditori porta a porta protagonisti di pratiche commerciali tutt’altro che corrette con un aumento dell’81,4 % rispetto ai 43 soci seguiti nel 2018.

I venditori porta a porta

Il modus operandi di questi venditori è noto e ruota attorno a un escamotage che ha tutta l’aria di un raggiro: in pratica, la “vittima”, per lo più persona anziana che vive da sola, viene indotta a firmare un contratto spacciato però come catalogo non impegnativo a livello economico per l’acquisto soprattutto di materassi o di arredi per la casa. Ben dopo i 14 giorni concessi dalla legge per richiedere il recesso, il commerciale si ripresenta dal cliente mettendolo davanti alla realtà: il catalogo era in realtà un contratto e ora bisogna comprare.

La spesa

La spesa può aggirarsi fra i 2mila e i 6mila euro ma c’è chi si è inconsapevolmente impegnato per cifre superiori ai 10 mila euro.  L’ufficio legale dell’Adico ha risolto il 95% dei 121 casi affrontati fra il 2018 e il 2019 contestando l’assenza di volontà da parte del contraente convinto di firmare un semplice catalogo o un depliant. I pochi casi irrisolti riguardano persone che hanno ricevuto la merce a casa e l’hanno aperta oppure vicende che si sono protratte troppo nel tempo.

Per il resto, come spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico “abbiamo risolto tutti i casi ridonando serenità a chi l’aveva persa. I soci che si sono rivolti a noi sono soprattutto donne ultrasettantacinquenni che hanno dato fiducia a ragazzi giovani intraprendenti e affabulatori ma con pochi scrupoli”.

Guardando ai numeri, due casi su cinque (49) seguiti dall’associazione fra il 2018 e il 2019 riguardano cittadini veneti. 22 di Venezia, 10 di Padova, 9 di Treviso, 4 di Vicenza e 4 di Verona.  Le società coinvolte sono 37, molte delle quali, come “denunciato” in altre occasioni, con sede legale nel Padovano.

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