La Voce della Città Metropolitana

Vanni Mengotto situazione conti correnti e bancari

Una situazione dunque di chiari e scuri quella che stanno vivendo i veneziani. La luce viene dalla liquidità custodita dalle banche, che durante il Covid nel Veneto è cresciuta di ben sei miliardi di euro. 

Proprio oggi i consulenti di lavoro hanno eseguito un convegno online; si dice che il crollo del turismo ha avuto un impatto forte, con una perdita del 50% il fatturato, e 1/4 delle strutture turistiche fermo. Solo un 21% di quest’ultime riuscirà ad aprire, mentre un 4% sicuramente non riuscirà a ripartire. Ne parliamo con Vanni Mengotto della Banca d’Italia di Venezia

Aumento dei depositi bancari delle famiglie venete

Nonostante questo Vanni Mengotto ci dice che si è notato nel Veneto un aumento dei depositi delle famiglie, registrando un aumento dei risparmi più alto del calo del proprio reddito. Dunque le famiglie hanno aumentato la propria propensione al risparmio, che da sempre avviene in momenti di particolare difficoltà e di crisi. Il meccanismo ha origine dalla volontà di posticipare le spese per un tempo futuro.

Tenendo conto che i depositi dal dicembre 2019 all’ottobre 2020 hanno avuto una crescita da 92 a 96 miliardi, si nota una spesa di quasi 4 miliardi. Una crescita rilevante ma che non indica una condizione di salute dal punto di vista economico, ma solo una grande incertezza nelle famiglie, ma anche nelle imprese.

I depositi devono essere visti come un punto di partenza per la ripresa nel momento in cui la situazione diventerà più chiara, quindi a scopo precauzionale.

Vanni Mengotto

Le aziende non attuano investimenti, per lo stesso motivo. Ci sono 47 miliardi di euro messi da parte dalle imprese venete; questo perché, in una situazione di incertezza, gli operatori economici in attesa di avere maggiore chiarezza sul futuro, decidono di posticipare gli investimenti.

Per le imprese bisogna dividere le sfere delle attività industriali e dei servizi. Questa non è una crisi che ha origini prettamente economiche, come quelle del 2008 e 2012, questa è una crisi a livello mondiale, nata dall’emergenza pandemico sanitaria. E’ proprio per questo motivo che il settore dei servizi è sicuramente il più colpito.

L’industria manifatturiera

Nel periodo estivo, ovvero da luglio a settembre, Mengotto e i suoi collaboratori hanno rilevato un recupero dell’industria manifatturiera. Un recupero molto buono sia come esportazione che come produzione, che però non ha coinvolto due settori: quello della moda e quello dei mezzi di trasporto.

Ovviamente questi sono i più intaccati poiché dipendono dalle scelte di consumo dei risparmiatori, e dei frequenti lockdown a livello mondiale.
Il resto dell’industria è riuscito a riprendersi, anche per quanto riguarda le esportazioni. Un dato molto importante e positivo, comunicando che alcune aree del mondo, ad esempio l’estremo oriente, sono quasi uscite dall’emergenza.

I servizi turistici

In Veneto i servizi turistici in particolar modo contribuiscono di più nel prodotto interno lordo della Regione, con un 8% di contributo diretto, circa il doppio per il contributo indiretto.
Il comparto del turismo in Veneto è abituato a circa 71 milioni di presenze all’anno, ora diminuite del 60% per quanto riguarda i turisti provenienti dall’estero.
Nelle città d’arte la componente principale è rappresentata da stranieri per più del 70%.

La situazione dei privati

Ritornando alla situazione delle famiglie dare dei dati precisi è molto difficile, continua Vanni Mengotto. Normalmente ci si basa su dati dell’Istat che hanno una cadenza annuale, quindi è difficile estrapolarne un dato puntuale, però si può ricavarne un dato medio. Da qui si riconosce un’importanza molto forte degli aiuti sia a livello della Banca Centrale Europea, sia a livello governativo. Un supporto che ha aiutato le famiglie sia per quanto riguarda la disoccupazione, sia per i dipendenti e i titolari, ma che comunque copre solo in modo parziale il reddito della famiglia.

I ristori hanno l’obbiettivo di arginare la caduta della liquidità sia per le famiglie che per le aziende, e a livello aggregato ha permesso un significativo aiuto alle famiglie, ma nascondendo una pericolosa fragilità. Nel comparto lavoro connesso ai servizi turistici e alla vendita al dettaglio si registra la maggior caduta. A farne le spese sono le donne e i giovani, la fascia di popolazione che si dedica principalmente a questi due settori lavorativi.

E’ chiaro che città come Venezia che hanno puntato molto nel corso degli anni sul turismo, e su tutto l’indotto ad esso connesso, sono molto penalizzate in questo periodo.

Aziende in rosso

Se la crisi dovesse protrarsi a lungo, ci sono dei gravi rischi di fallimento per le aziende. Pur non avendo una percentuale precisa, si rileva una quota di aziende, che fin da prima della crisi erano fragili, o che sono fortemente collegate all’ambito turistico, ora si trova in serie difficoltà.

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