La Voce della Città Metropolitana

Valentina Carola: il percorso alla scoperta delle capacità medianiche

Valentina Carola, ospite a La Voce della Città Metropolitana, racconta il lavoro del medium e del percorso alla scoperta delle sue capacità

Maria Stella Donà ospita a La Voce della Città Metropolitana, Valentina Carola. Parapsicologa e medium, è l’autrice del libro “Alice non sapeva di essere una medium”. A lei si sono rivolte molte persone durante il periodo della pandemia.

Il libro ha suscitato molto interesse, anche se si può credere o no che le persone siano sensitive o abbiano delle particolari capacità di percepire gli altri o delle presenze. Le persone atee non credono in una dimensione diversa dalla nostra, e fanno fatica a credere che qualcuno abbia delle capacità medianiche. Comunque a Valentina Carola hanno ricorso in molti: quindi nel periodo pandemico, sono stati utili non solo gli psicologi, ma anche i parapsicologi.

Cosa ti hanno chiesto in particolare in questo periodo?

“Le persone si sono rivolte a me per diversi motivi: alleviare lo stress, rilassarsi, domande esistenziali, quindi capire qual è il loro posto nel mondo”.

Ognuno cerca di rivedere la propria vita e si pone delle domande. Nella corsa, non si sono resi conto che quella non era la vita che volevano

“Esatto. Infatti si interrogano sul perché stanno vivendo una situazione che non li rende sereni. Iniziano a voler capire le radici del problema e come risolverlo, lì interviene la medianità in un contatto col mondo spirituale”.

Quando hai scoperto di avere queste capacità?

“Fin da piccola ho avuto queste percezioni: vedevo ombre, percepivo la presenza di qualcuno. Ne sono diventata consapevole però solo due anni fa”.

Grazie ad alcune persone del settore?

“Sì. Ho intrapreso un percorso di studi riguardante il mondo spirituale e la sensitività, e in questo sono stata accompagnata da delle persone che mi hanno aiutata a capire e a diventare consapevole della mia modalità di medianità”.

Riesci a trasmettere anche dell’energia?

“Sì, con la pranoterapia”.

In che modo sei stata utile alle persone che si sono rivolte a te?

“In molti modi. Tante volte cercano delle risposte e io fornisco loro degli strumenti affinché trovino le loro risposte interiori. Io credo che tutti quanti abbiamo le risposte dentro di noi. Io sono stata utile nel dare pace e serenità e hanno iniziato a vedere le cose anche da un punto di vista diverso”.

Tu riesci a sentire se una persona è in difficoltà o entusiasta

“Esatto. Mi arrivano delle informazioni, percepisco lo stato della persona. Cerco di controllare questa percezione e svilupparla quando ce n’è bisogno”.

Nel libro racconti queste esperienze?

“Nel libro racconto soprattutto il percorso di Alice di accettazione dei suoi talenti, in questo caso di medianità, di sé e di un cambiamento di vita, interno e esterno. Mi sono concentrata su questo per spronare le persone che sentono di avere percezioni, talento e intuito che vogliono sviluppare.

Magari hanno anche delle doti medianiche che però non possono gestire. Voglio spronarle per prendere in mano la situazione per imparare a gestirle per il proprio bene ma anche per quello degli altri che possono essere aiutati”.

Cos’è accaduto 2 anni fa, quando hai scoperto di essere una medium?

“2 anni fa ho cominciato una scuola apposita per sensitivi, nella quale ci hanno insegnato a gestire meglio le nostre energie e le nostre capacità. È già da tanti anni che io lavoro con le energie e che studio le discipline olistiche, però 2 anni fa mi sono proprio specializzata in questo ramo. In realtà anche un po’ prima, però frequentavo più corsi singoli di questo tipo.

Io ho fatto proprio un percorso lineare e ho conosciuto delle persone che erano già consapevoli della propria medianità. Quindi, semplicemente parlando e facendo qualche piccolo esercizio di medianità tra di noi, ho scoperto che avevo già questa capacità”.

Da cosa si riconosce un medium secondo Valentina Carola

“Io sono dell’idea che un vero medium non chieda troppe cose o informazioni prima di fare una seduta. Ci sono persone che vedono, altre che invece sentono o altre ancora che percepiscono degli stati d’animo e delle emozioni. Queste permettono loro di canalizzare una persona che non c’è più”.

Ti è mai capitato di rivelare delle cose che erano effettivamente vere?

“Sì. Nel caso specifico della medianità, io non chiedo informazioni prima perché

sono molto visiva e percettiva, quindi descrivo quello che vedo. Allora a quel punto chiedo la conferma e posso andare anche più in profondità. C’è uno scambio reciproco”.

Riesci ad individuare, ad esempio, l’amato/a o il parente scomparso vedendo i connotati?

“Sì”.

Che cosa dicono le persone che si sono rivolte a te e che scoprono che tu riesci a vederli?

“Per il momento, e spero che continuerà ad essere così, ho avuto solo recensioni positive. Le persone che fanno trattamenti o corsi con me sono contente perchè vedono che c’è un riscontro veritiero, che è una cosa fatta col cuore. Mi danno anche conferme”.

Che tipo di riscontro hanno loro? Si sentono meglio dopo queste sedute medianiche?

“Loro dopo sono molto più in pace”.

Valentina Carola spiega la differenza tra seduta spiritica e seduta medianica

“La seduta spiritica e quella medianica sono diverse perchè quella spiritica è quella che si vede nei film. Si utilizzano degli strumenti come le tavole e ci si mette intorno al tavolo in cerchio. Io non faccio sedute spiritiche. Bisogna saperle fare in protezione ed in luce, diciamo.

La medianità è diversa perché, almeno per me, viene in maniera molto più automatica e naturale. È proprio come parlare, con la differenza che in quel momento vedo una presenza, possibilmente quella richiesta. Quindi poi inizio a descrivere”.

Hai risolto anche delle cose che erano rimaste incompiute quando la persona scomparsa era deceduta prima di riuscire a chiarirle?

“Sì perchè alcuni rimangono un po’ bloccati. A volte ci sono delle cose più pesanti da risolvere, mentre altre sono dei semplici messaggi d’amore. Magari di chi non aveva mai detto al figlio che gli voleva bene e glielo vuole dire. Altre volte sono cose molto più specifiche”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button