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Università: prestazioni sanitarie agli studenti fuori sede

L'emergenza sanitaria ha portato il problema degli studenti fuori sede e delle prestazioni sanitarie. Secondo l'assessore, Elena Donazzan deve esserci un accordo comune fra ministeri

Con l’emergenza sanitaria, il tema delle prestazioni sanitarie agli studenti delle università fuori sede è diventato primario. Donazzan: “Necessario al più presto un accordo quadro tra Mur e Ministero Salute”

Le dichiarazioni di Elena Donazzan riguardo gli studenti

“La necessità degli studenti universitari fuori sede di poter fruire delle prestazioni sanitarie è un tema che richiede al più presto un accordo quadro tra Mur e Ministero della Salute. L’attuale pandemia, con il divieto di rivolgersi direttamente agli ospedali se non per situazioni gravi, ci ricorda quanto sia indispensabile. Il precedente da cui partire è veneto, un protocollo tra l’ateneo di Padova e l’azienda sanitaria territoriale. Come assessori alla Scuola e all’Università abbiamo posto la materia all’attenzione del presidente della Conferenza delle Regioni, con l’obbiettivo di raggiungere quanto prima il risultato”. Queste le prime parole di Elena Donazzan.

Un problema già sollevato mesi fa

“Il problema venne sollevato a me dal Coordinamento degli Studenti Universitari durante la prima fase dell’emergenza sanitaria. Il problema trovò in Veneto una soluzione grazie ad un accordo tra l’Università degli Studi di Padova e Azienda Ulss Euganea per la copertura di assistenza sanitaria con medico di medicina generale; agli studenti è stato messo a disposizione un elenco di medici per le loro esigenze, versando un contributo di 10 euro all’azienda stessa.

Tuttavia, questa non può essere una modalità esportabile anche per gli iscritti a tutti gli altri atenei in Italia. Mancando una norma di copertura a livello centrale, infatti, ci sono studenti fuori sede che rischiano di perdere il diritto ai propri medici nella località di residenza. Portata la questione all’attenzione della nona Commissione, puntualmente è stata recepita ed oggi perverrà alla conferenza dei Presidenti”. Spiega Donazzan.

Necessario un accordo tra i ministeri interessati

“Nella lettera affidata per la stesura alla coordinatrice Alessandra Nardini, si chiede che si predisponga un accordo quadro nazionale tra i ministeri interessati. Riprendendo quanto già richiesto dal Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari anche a livello governativo. In particolare, si richiede di non limitare ad esperienze localistiche l’assicurazione di servizi adeguati e assicurare la possibilità di mantenere nel comune di residenza il proprio medico di base.

Si tratta di un’esigenza sentita perché mantiene il legame con i propri luoghi di origine, dove i ragazzi fanno sovente ritorno nei periodi di interruzione delle attività accademiche. Il rapporto con il medico di famiglia non deve precludere la possibilità di iscriversi temporaneamente alla Asl del territorio dove seguono i corsi universitari”. Aggiunge l’Assessore Elena Donazzan.

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