Umana Reyer Venezia è Campione d'Italia 2019

L’Umana Reyer è Campione d’Italia per la quarta volta nella sua storia! Due anni dopo lo scudetto vinto a Trento, gli orogranata si ripetono in casa al Taliercio, chiudendo la serie con Sassari 4-3 grazie all’87-61 in Gara7. Probabilmente la “partita perfetta” a chiusura di una serie tiratissima.

Senza sorprese i quintetti e orogranata che partono subito bene, servendo Vidmar nel pitturato (4-0 al 1’). Cooley sblocca Sassari, ma capitan Haynes mette due triple per il 10-4 al 3’. Sassari prova a non farsi staccare con i rimbalzi offensivi e portando l’Umana Reyer al bonus. L’accelerazione di Haynes dà il 14-7 al 4’30”, poi l’attacco veneziano si inceppa, ma la difesa concede tiri difficili agli avversari, che, sul 14-12, falliscono sei volte il pareggio e così De Nicolao, tornando a muovere il punteggio dell’Umana Reyer dopo oltre 5’, chiude il primo quarto sul 16-12.

Secondo quarto

Il secondo quarto si apre con la tripla di Daye del 19-12 e si continua a segnare, su entrambi i fronti, dall’arco: prima Thomas e De Nicolao, poi Bramos e Smith (25-20 al 13’30”). L’Umana Reyer continua a giocare con grande concentrazione e mantiene il +5 con Daye e Haynes (29-24 al 15’30”). Ancora, per due minuti, gli orogranata non trovano la via del canestro, ma il Banco di Sardegna, pur provocando al 17’ un dubbio terzo fallo in attacco a Vidmar, sbaglia numerosi liberi (4/10), così Bramos e Daye (gioco da tre punti con il primo libero veneziano della partita) fanno 34-26 al 18’. Un canestro da tre punti di Stone convalidato al 19’ con l’instant replay vale il +9 (37-28): massimo margine che permane all’intervallo lungo (39-30) grazie alla schiacciata di Watt per chiudere il pick and roll con Haynes.

Terzo quarto

Al rientro in campo, l’Umana Reyer imprime l’accelerazione decisiva al match. E’ Bramos il trascinatore nel 50-32 al 24’. La difesa è attentissima, con raddoppi su Cooley (come quelli di Mazzola e Stone) che portano il temuto centro sassarese a non incidere. Sassari segna soli 7 punti nei primi sei minuti, così Watt può firmare il +20 (57-37) al 26’. Vantaggio che raggiunge anche i 22 punti con De Nicolao prima e Daye poi. L’ennesima tripla del solito Bramos vale anche il +24 (65-41) al 28’30”, poi il greco ridà il +22 (con 22 punti personali segnati) con i tre liberi che chiudono il periodo sul 69-47.

Spissu è l’ultimo ad arrendersi per una Sassari che perde via via di fiducia, visto che i minuti trascorrono, ma l’Umana Reyer mantiene il margine in piena sicurezza, ritrovando il +24 con Watt in avvio di quarto e poi con la tripla di Haynes (78-54) poco prima di metà periodo. Ormai l’Umana Reyer può anche iniziare a gestire, allungando anzi ulteriormente il divario: al 37’30” Watt fa 82-56, al 38’ Haynes 85-57. Segnano McGee, Cerella e, all’ingresso nell’ultimo minuto, Cooley per l’87-61.

Punteggio che non cambierà più, con invece ampio spazio alle standing ovation e alle rotazioni, per far partecipare tutti alla festa ancor prima che scocchi il fatidico 40’. Poi sono solo sorrisi e abbracci, con Daye premiato mvp della finale e Haynes che solleva la Coppa al cielo del Taliercio.

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