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Reliquia di Sant’Antonio in pellegrinaggio per tornare a Venezia

La reliquia del Santo torna a Venezia, dove è stata custodita per oltre tre secoli e mezzo

Domenica farà ritorno a Venezia la reliquia di Sant’Antonio, che per la prima volta è stata oggetto di un pellegrinaggio durato una settimana. Il cammino è stato svolto per confermare il legame tra Venezia e Padova in occasione delle celebrazioni per la nascita di Venezia.

Il pellegrinaggio della reliquia

La reliquia, un avambraccio del Santo custodito nella Basilica della Salute da oltre tre secoli e mezzo, ha toccato alcuni luoghi della terraferma veneziana significativi per questo lungo periodo pandemico. La reliquia è stata in luoghi come l’Ospedale dell’Angelo di Mestre, la parrocchia di Sant’Antonio a Marghera e l’Ospedale di Dolo, diventati spazi di sofferenza e di lutto. In seguito è stata esposta sull’altare del Santo, a Padova.

L’Amministrazione ha voluto fortemente la celebrazione, nata dalla collaborazione tra il Patriarcato e il Comune di Venezia, proprio in occasione dei 1600 anni dalla fondazione della città.

Viaggio di ritorno della reliquia

Il viaggio di ritorno in laguna inizierà alle ore 12 e, come per il primo tragitto, la reliquia sarà scortata dall’Arma dei Carabinieri. Si partirà con mezzi acquei dal Portello (Padova), si compirà un pellegrinaggio lungo il fiume Brenta sino alla laguna, seguendo lo stesso tragitto che fece nel 1652, quando fu donata alla Repubblica Serenissima.

Alcune soste, nei pressi delle parrocchie di Stra, Dolo, Mira e Oriago, verranno compiute lungo il tragitto di ritorno. Alle 18.15 la reliquia sarà accolta a Venezia dal Patriarca Francesco Moraglia e dall’assessore alla Coesione sociale e al Turismo Simone Venturini.

Da Campo San Samuele, la reliquia verrà trasbordata sulla ‘Dogaressa’ bianca, l’imbarcazione storica della flotta dell’Amministrazione comunale per il trasporto dei Pontefici in visita a Venezia dagli anni ’60 a oggi. Compirà l’ultimo tratto della “peregrinatio” lungo il Canal Grande sino a Campo della Salute.

La storia del legame tra Venezia e Padova

La devozione di Venezia a Sant’Antonio risale al 1651. In quel periodo Grimani propose alla Serenissima di fare voto a Sant’Antonio per chiedere la fine delle ostilità con l’Impero Ottomano. Dal 1645 al 1669 si tenne una lunga guerra tra la Dalmazia e le isole dell’Egeo. Questa ebbe luogo in particolar modo sull’isola di Creta (detta Candia dai veneziani). Creta-Candia, grazie alla sua posizione strategica, era il più grande e ricco avamposto veneziano nell’Egeo ed era già occupata in parte dai turchi.

La Repubblica ricorse anche alla diplomazia per cercare di raggiungere una tregua o il rinforzo di altre potenze straniere. Così, nell’erigendo tempio della Salute di Longhena, si decise di realizzare un altare votivo al Santo.

La reliquia venne trasferita a Venezia nel 1652. Da allora, il 13 giugno di ogni anno si svolge la celebrazione per sciogliere il voto esponendo la reliquia sull’altare di Sant’Antonio.

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