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​Alcool cresce l’abuso tra i maschi giovani: saliti dal 25 al 37%

Tra i più a rischio i maschi giovani, con scolarità elevata e senza problematiche sociali evidenti

Hanno tra i 18 e i 24 anni, una scolarità avanzata e non presentano evidenti difficoltà sociali o economiche. Sono i soggetti che, secondo il Servizio Dipendenze dell’Ulss 3 Serenissima, risultano più esposti alla sempre maggior diffusione di modalità di consumo di ​Alcool esagerate o comunque problematiche.

I soggetti coinvolti

Il SerD, che ha fatto il punto sul problema nell'”Alcohol Prevention Day”, svoltosi venerdì scorso all’Ospedale dell’Angelo, evidenzia come il fenomeno sia preoccupante anche nelle nostre città.

“I dati dell’indagine ‘Passi’ sugli stili di vita – sottolinea la dottoressa Laura Suardi, responsabile scientifico dell’evento – hanno evidenziato anche nel nostro territorio un significativo incremento del consumo problematico di alcool, specie tra i giovani. E’ passato dalla percentuale del 25,1% del 2019 al 36,91% del 2020. E riguarda una percentuale maggiore di maschi, in età 18-24 anni, con una scolarità elevata, senza evidenza significativa di problematiche sociali o economiche”.

“Il consumo dannoso e rischioso di ​alcool – spiega la dottoressa Suardi – rappresenta un importante problema di sanità pubblica. E’ infatti responsabile in Europa di circa il 4% di tutte le morti e di circa il 5% degli anni di vita persi per disabilità. In Italia circa 800.000 minorenni e 2.600.000 ultra sessantacinquenni sono da considerare a rischio per patologie e problematiche alcool-correlate. Ciononostante, il consumo di bevande alcoliche viene spesso percepito come una normale e sana consuetudine. I problemi legati al bere non sono debitamente percepiti e vengono decisamente sottovalutati”.

L’impatto della pandemia

Nel 2020, spiegano gli operatori del SerD, i notevoli cambiamenti nelle abitudini e nello stile di vita degli Italiani ha portato alla luce molteplici criticità. “Una di queste ha riguardato il consumo rischioso e dannoso di alcool. L’isolamento ha incrementato il consumo incontrollato di bevande alcoliche. Inoltre, il mercato ha rafforzato nuovi canali alternativi e meno controllati anche rispetto al divieto di vendita a minori. I dati ISTAT riferiti all’anno 2020 confermano la tendenza degli ultimi anni dell’aumento dei consumi di bevande alcoliche fuori dai pasti. Si è registrato negli ultimi dieci anni un progressivo incremento della quota di donne consumatrici”.

Il fenomeno del binge drinking

Tra i più a rischio, ci sono i giovani. “Il consumo di bevande alcoliche tra i giovani – sottolinea la dottoressa Annarosa Pettenò, psicologa del SerD e organizzatrice scientifica dell’evento – permane una criticità. I comportamenti a rischio sul consumo di alcool nella popolazione giovanile sono particolarmente diffusi nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Tra queste il binge drinking, ossia il consumo di cinque o più drink alcoolici in pochissime ore, è un’abitudine in progressivo aumento. Nel 2019 infatti riguardava il 16% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni, di cui il 20,6% maschi e l’11% femmine. Nel 2020 il fenomeno ha riguardato il 18,4% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni, nel dettaglio il 22,1% dei maschi e il 14,3% delle femmine.

L’azione della Rete Alcologica Territoriale

A fronte di tali evidenze epidemiologiche e in occasione del Mese della Prevenzione Alcologica, la Rete Alcologica Territoriale ha realizzato diverse iniziative per sensibilizzare sia le istituzioni sia i cittadini. Sono stati offerti momenti di informazione/formazione e di conoscenza dei programmi alcologici territoriali in essere sia nell’ambito della prevenzione come del prendersi cura delle persone e famiglie con una sofferenza legata al consumo di alcol.

“L’Alcohol Prevention Day – sottolinea il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 3 Serenissima – non rappresenta l’evento conclusivo del Mese della Prevenzione Alcologica. Ma intende sottolineare che è necessario continuare a prestare attenzione al fenomeno dell’alcool per promuovere scelte di salute responsabili e stili di vita sani. Obiettivo di eventi come questo è diffondere una fotografia del fenomeno del consumo di bevande alcoliche e dei problemi alcool-correlati da diverse angolature. Queste sono state offerte dal Dipartimento Prevenzione, l’UOSD Laboratorio di Tossicologia Clinica e Forense, dal Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 3 e dalla Polizia Stradale di Venezia.

E’ importante dare conto delle progettualità e degli interventi territoriali utili a garantire la tutela della salute e di sicurezza, e dell’integrazione e della sinergia tra soggetti pubblici”.

Le strutture specializzate

I nodi specialistici della Rete Alcologica afferente al territorio dell’Ulss 3 comprendono le Alcologie presenti nelle cinque sedi SerD, strutture riabilitative alcologiche ospedaliere, in particolare il Fatebenefratelli di Venezia; il privato sociale con (Coges don Milani) Centro Soranzo; (Opera Santa Maria della Carità) Centro Diurno Porte Aperte, Ctr Emmaus; Cooperativa Olivotti – Centro Studi, programma Comunitario residenziale e/o semiresidenziale; Ctr Comunità di Venezia, programma Madre-bambino e il mondo del volontariato con i CAT-Club Alcologici Territoriali, AA, Al Anon.

Tale Rete si arricchisce ed integra con molteplici altri nodi, composti da portatori di interesse sia intra Ulss (Reparti ospedalieri, Dipartimento Prevenzione, CSM, Distretti, MMG e PLS, ecc.) che extra Ulss (Conferenza dei Sindaci e i Piani di zona, Scuola, UIEPE, Forze dell’Ordine, Associazioni, autoscuole, ecc.).

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