Articoli di Salute e benessere

Tomografo computerizzato a 128 strati all’Ospedale di San Donà

E' predisposto per limitare il contatto diretto tra operatori e pazienti infetti. Amplia e velocizza le prestazioni all'utenza. Inaugurato con l'assessore Manuela Lanzarin

Tablet, telecamera, esami in tempi veloci, immagini più dettagliate e precise. Questo permetterà di estendere i riscontri clinici anche su pazienti con sospetta ischemia o per lo studio delle arterie coronarie. Sono solo alcune delle novità attivate nella radiologia di San Donà di Piave grazie alla messa in funzione del nuovo tomografo computerizzato a 128 strati. La nuova apparecchiatura è stata acquisita dall’Ulss4.

L’investimento

L’investimento è stato di circa 500 mila euro di cui 20 mila per l’adeguamento dei locali che la ospitano. Questa mattina l’inaugurazione, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin. Presenti anche il direttore generale Mauro Filippi, il direttore della Radiologia Giancarlo Addonisio e il sindaco di San Donà di Piave Andrea Cereser.

Ha spiegato il direttore generale dell’Ulss 4, Mauro Filippi. “Un tomografo computerizzato acquisito in tempi da record. Volevamo dare il segnale positivo di una sanità che pure in presenza della pandemia continua e cresce. In tal caso sul fronte tecnologico. Questa ne è la dimostrazione. E’ un grande investimento perché la TAC più performante dell’Ulss 4, è fornita di una tecnologia fondamentale per il lavoro dei professionisti ed agevola l’utenza”.

“Un doveroso elogio al personale della radiologia che nonostante la pandemia ha lavorato in modo importante. È riuscito a recuperare le prestazioni non svolte a causa della pandemia. Nel primo semestre 2021, rispetto all’anno pre-covid 2019, le prestazioni della radiologia erano in diminuzione del 33%. Ebbene queste sono state recuperate al punto che chiuderemo l’anno corrente in pareggio con il 2019”.

Le caratteristiche del nuovo tomografo computerizzato

Il nuovo tomografo è dotato di tutte le caratteristiche strutturali e tecniche volte al limitare il contatto diretto tra operatori e pazienti infetti dal virus. Ad esempio, la possibilità di controllare l’apparecchiatura con un tablet. Questo garantisce inoltre la massima resa diagnostica attraverso l’utilizzo di software di intelligenza artificiale. – Osserva il direttore della radiologia, dottor Addonisio. “Alcune principali caratteristiche innovative riguardano il tempo ridotto di esecuzione dell’esame, per la maggiore velocità del sistema di acquisizione, ed il controllo della dose di radiazione erogata al paziente. Quest’ultima caratteristica permette di ridurre la dosimetria complessiva con vantaggio soprattutto per le donne in età fertile e per i pazienti pediatrici”.

Completata la formazione specifica del personale, la radiologia dell’Ulss 4 potrà estendere l’offerta di prestazioni all’utenza. Conclude il dottor Addonisio. “Con il nuovo tomografo potranno essere effettuati anche esami cardiaci per lo studio delle coronarie. Oltre a studi di perfusione in pazienti con sospetta patologia ischemica cerebrale.  Aumenterà la collaborazione con la Neurologia che su questo versante clinico è molto attiva”.

Interviene l’assessore regionale Manuela Lanzarin. “Anche nel mezzo della pandemia la Regione Veneto ha continuato a pensare, pianificare, investire. Ogni anno si investono 70 milioni di euro in attrezzature di ultima generazione. Questo significa avere a disposizione macchine ad alta precisione, meno invasive, in grado di fare diagnosi più puntuali come questa”.

Carenza di personale

L’assessore Lanzarin è intervenuto anche sulla diffusa carenza di personale in sanità. “La carenza è diffusa è un problema che riguarda non solo i medici ma tutte le realtà medico-sanitarie. Lo tocchiamo ogni giorno con mano. E’ chiaro che mettendo a disposizione, anche degli specializzandi, strutture adeguate e tecnologie avanzate si può cercare di fidelizzare di più il personale. Questa è una volontà che cerchiamo di perseguire. Sappiamo che le persone instaurano relazioni e si fidelizzano nelle strutture in cui lavorano e dove vogliono creare dei propri percorsi di crescita”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button