Maria Stella Donà intervista Tiziano Graziottin, Caporedattore de “Il Gazzettino” di Venezia. Molti gli avvenimenti accaduti a Venezia nel corso di quest’ anno, che potremmo definire orribile per la provata ma resistente città lagunare. Si è cominciato a inizio anno con la polemica sul turismo, sulla città assediata e sul discusso ticket d’ingresso.

Successivamente, a giugno, è avvenuto il terribile incidente con la MSC, finita contro un battello. Poi un altro incidente sfiorato con una grande nave, e infine il terribile fenomeno dell’acqua alta.

I cambiamenti climatici

Venezia è diventata, alla luce degli ultimi terribili avvenimenti, il simbolo di resistenza ai cambiamenti climatici che investono ormai l’intero pianeta. La speranza è che il 2020 sia un anno di svolta e di cambiamento. Venezia è infatti finita sotto gli occhi del mondo, e si spera che questa attenzione possa portare a restituire un po’ di positività alla città.

Il vento e la marea

Un problema trascurato, per quanto riguarda l’acqua alta, è quello del vento, che non viene mai considerato un elemento di grande gravità ma che invece rappresenta una delle cause più importanti del disastro generato dall’acqua alta. Soffiando all’interno delle case, infatti, già inondate dalla marea, il vento ha provocato danni superiori a quelli che si sarebbero verificati in sua assenza. Le foto pubblicate da “Il Gazzettino” hanno mostrato tutta la drammaticità di quell’evento. Un elemento nuovo che i veneziani non sono abituati ad affrontare.

Le prenotazioni cancellate

Uno dei problemi più sentiti dalla città di Venezia ha riguardato la quasi totale cancellazione delle prenotazioni negli alberghi. In seguito alla marea, infatti, si è verificato un effetto boomerang: prima i turisti erano troppi, poi troppo pochi. I media hanno contribuito a diffondere l’immagine di una Venezia pericolosa e invivibile, creando gravi danni al turismo e all’economia.

I grandi alberghi

Il 2019 è stato per Venezia anche l’anno dei grandi alberghi in Via Ca’ Marcello, che hanno modificato il volto di una zona sicuramente ormai degradata. Se da un lato questo ha rappresentato un fattore positivo, dall’altro c’è da considerare l’impatto che la riqualificazione ha avuto sui trasporti. Gli alberghi hanno portato 10.000 posti in più, aggiungendo inevitabilmente altri turisti a quelli già esistenti. Negli ultimi 10-15 anni venezia ha subito un aumento considerevole del turismo, che ha generato una pressione difficilmente sostenibile.

L’apertura dell’M9

“L’M9 – afferma Tiziano Graziottin – è una struttura che, per quanto riguarda la storia del 900, è assolutamente eccezionale e consente una visione e una conoscenza che difficilmente i nostri studenti riescono ad avere”. Esiste però un’anomalia di fondo: è un museo che costa tantissimo dal punto di vista della gestione, in quanto è tutto elettrico ed elettronico. E’ quindi un museo che ha dei costi significativi e sarà opera del management trovare modi adeguati affinché il progetto si autosostenga. Questa una delle grandi sfide del 2020.

La droga

La malavita non è mai facile da scardinare,e anche a Mestre questa è ben radicata e potente. La città sembra infatti aver soppiantato Padova sulle dinamiche di rifornimento della droga. Negli ultimi casi dell’anno, infatti, i ragazzi vittime di overdose venivano da Udine, Belluno, ossia da fuori città. Mestre rappresenta un punto agevolato per il traffico della droga in quanto zona strategica tra terra e mare. La droga gialla, notoriamente micidiale, continua a circolare, ma non solo. Arrivano tutte le qualità di droghe, anche quelle sintetiche, e il lavoro delle forze dell’ordine è ora più che mai fondamentale.

Repressione e sensibilizzazione

Il problema della droga deve essere risolto per mezzo di due strade: una è la repressione, l’altra la sensibilizzazione. Una campagna di sensibilizzazione che dovrebbe partire prestissimo e che faccia capire ai ragazzi la pericolosità sociale di droga e alcol.

Mestre e Venezia

Un altro tema che ha fatto molto discutere in questo 2019 è il referendum sulla separazione tra Mestre e Venezia. Il risultato è stato molto negativo per i referendali che lo proponevano. Ha votato 1 su 5 e si è rimasti lontanissimi dal quorum. L’andamento di Mestre e Venezia non è stato però lo stesso. A Mestre hanno votato in pochi, e la maggioranza ha detto no alla separazione. Mentre a Venezia ha votato una quota più consistente, circa un 32%, con un 80% a favore della separazione.

Violenza di genere

Sul versante della violenza sulle donne, a Mestre non è stato un anno particolarmente drammatico. Si è verificato un arretramento rispetto al 2018. Un evento da ricordare è però quello che riguarda il cosiddetto “bombarolo di Marcon”, che è arrivato a posizionare un ordigno sul cancello della sua ex compagna, non tenendo in considerazione neanche i danni collaterali che avrebbe potuto creare a bambini o passanti vari. Il fenomeno della violenza sulle donne oggi riceve più attenzione e considerazione, ma ancora molto c’è da fare.

Ulteriori argomenti e approfondimenti nell’intervista a Tiziano Graziottin

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