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Tiziano Barone: assunzioni e dati

Tiziano Barone illustra i dati relativi alle assunzioni degli ultimi due/tre anni e cerca di far comprendere come debbano essere giudicati

Il conduttore Alfredo Aiello presenta attraverso una slide, nella quale sottolinea un dato: il saldo sempre attivo dell’industria tra assunzioni e cessazioni. In quanto tale cerca di compararlo con altri settori, in particolare con i servizi sociali e la sanità. Si rivolge dunque a Tiziano Barone per capire come debbano essere giudicati, nel complesso, questi dati.

Tiziano Barone, Direttore Veneto Lavoro

“Allora, per quanto riguarda la tendenza generale, quindi non l’aspetto congiunturale, ma l’aspetto culturale, il confronto tra il 2020 e il 2021 ci dice che siamo cresciuti complessivamente, in termini di saldo, di 55mila posizioni.

Dal punto di vista del numero di assunzioni, sono state complessivamente: 783mila a livello veneto e, per quanto riguarda la provincia di Venezia, sono state 161mila più o meno.

Di queste, per quanto riguarda la provincia di Venezia:

  • 6.165 sono state le assunzioni nel 2021 dell’agricoltura
  • 20.885 nell’industria
  • 134.240 nei servizi, quindi commercio, turismo e tutto il resto

Di conseguenza, la parte più importante nella provincia di Venezia, il 72%, è comunque: nuove assunzioni nel mondo dei servizi. Abbiamo: commercio a tempo libero, commercio al dettaglio, ingrosso, servizi finanziari, terziario, servizi alla persona.

Ecco, nei servizi alla persona per esempio, dal covid abbiamo avuto una crescita, una cosa importante. Diciamo che con il 2021 si è tornati alla normalità. Da questo punto di vista, la provincia di Venezia, con i dati in particolare di maggio di quest’anno, che abbiamo pubblicato in settimana, è la provincia che ha recuperato completamente le perdite, dal 2019.

Settore turistico

Il conduttore interviene parlando dei servizi turistici, che, a parte un calo nel 2020 dovuto all’emergenza sanitaria ed al lockdown, nel 2021 e nel 2022 ha visto crescite significative. Tuttavia, c’è ancora chi dice che abbiamo carenze di personale nel settore turistico.

“Allora, faccio due considerazioni:

  • Ragionando rispetto ai sistemi di incontro domanda e offerta, la prima evidenza è che molte figure professionali che prima lavoravano nel turismo, commercio e servizi, durante la sosta forzata del covid, e quindi con la non conoscenza del che cosa sarebbe potuto succedere in futuro; e quindi pur accettando la cassa integrazione o gli strumenti di supporto minimi, hanno cambiato occupazione e hanno cambiato anche settore
  • Noi abbiamo rilevato che molti, nel settore turistico della ristorazione o alberghiero, sono finiti nella logistica, Dove hanno trovato anche condizioni di lavoro diverse: dal punto di vista dell’orario di lavoro, e dell’impegno settimanale; perchè il fine settimana diventa libero e soprattutto hanno trovato contratti di lavoro a tempo indeterminato

Quindi, tutte le persone che avevano interesse ad avere un minimo di sicurezza per poter affrontare una stabilità, in termini di scelte, molti di questi sono passati dal turismo ad altri settori, sempre legati ai servizi” ha detto Tiziano Barone.

Scelte del posto di lavoro

Il conduttore interviene chiedendo a Tiziano Barone se questo sia perchè il turismo viene visto come un settore stagionale, e quindi con caratteristiche di precarietà, oppure per altre ragioni.

“Diciamo che, oggi, rispetto a ieri, i fattori che vengono messi in gioco rispetto alla ricerca di un posto di lavoro, non sono solo il salario, ma sono anche altri, che riguardano la qualità della vita, ma soprattutto, dal punto di vista del rapporto con l’impresa, i servizi di welfare che l’impresa è disponibile a mettere in gioco, oltre alla stabilità del contratto di lavoro.

Per cui, tra un tempo determinato e un tempo indeterminato, comunque la differenza è rilevante. Anche se, il fenomeno del tempo indeterminato che ha vita, non c’è più. Nel senso che il 30% degli assunti a tempo indeterminato cambiano lavoro nell’arco del primo anno”, ha concluso Tiziano Barone

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