La poesia persiana evoca giardini profumati, accarezza malinconicamente le cose perdute e corre sempre incontro alla luce. In età avanzata, la poesia persiana fu molto amata da Goethe al punto da scrivere “divano occidentale-orientale” ispirato al poeta persiano Hafez. Questo è il mondo da cui prende le mosse “The spark is you”, la scintilla sei tu, esposizione di arte contemporanea a Palazzo Pisani a Venezia, fino al 23 novembre con 9 artisti iraniani portati in laguna da una realtà no profit londinese, la Parasol Unit Foundation che festeggia in questo modo i suoi 15 anni di attività.

La mostra The spark is you

Gli spazi monumentali del conservatorio Benedetto Marcello accolgono così due imponenti sculture in acciaio inossidabile di Sahand Hesamiyan, gusci bianco-oro socchiusi come corolle che nascondono al loro interno una vita misteriosa e complessa. Assomigliano alle splendide cupole tipiche dell’architettura persiana, il titolo è Forough, che in persiano significa luminosità.

In qualsiasi parte del mondo si scarabocchia allo stesso modo. Tre enormi tele riproducono fedelmente quei segni che tutti noi tracciamo su fogli bianchi per testare penne e pennarelli. Nessuno scrive mai nomi, simboli o parole compiute ma soltanto linee sinuose dall’andamento musicale come appunto succede in questo trittico The tuners di Navid Nuur.

Si chiama “Madre biscotto” l’installazione di Koushna Navabi che riflette sull’amore perduto per sempre. Così i giganteschi biscotti di cemento e l’altrettanto gigantesca scatola decorata assumono l’aspetto funereo di una bara con tante lapidi intorno, un cimitero degli affetti che porta facilmente alla commozione…

E alla fine è in uno specchio dorato che troviamo la risposta più veritiera al senso della vita, non siamo mai abbastanza tristi per migliorare il mondo, una citazione di Elias Canetti che mette fine ad ogni speranza…

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