La Voce della Città Metropolitana

Andrea Corazza: presenta il corto “The Line of Life”

A La Voce della Città Metropolitana parla Andrea Corazza, giovane regista che, insieme a un team di giovani, ha girato il corto The Line of Life

Andrea Corazza è l’ospite di oggi di Maria Stella Donà a La Voce della Città Metropolitana. Andrea è un giovanissimo talento della cinematografia e ha preparato un cortometraggio che gode dell’appoggio del patrocinio dell’Università di Padova, della Regione Veneto, del Conservatorio Pollini, del liceo artistico Modigliani, del comune di Noale e del comune di Padova.

Il cortometraggio è stato presentato alla Mostra del Cinema ed è in attesa di essere selezionato. Ha l’obiettivo di raccogliere fondi per le ricerche nel campo dell’oncoematologia infantile e il ricavato andrà a la Città della Speranza.

Andrea Corazza insieme ad alcuni suoi amici talentuosi ha girato questo cortometraggio

“Il cortometraggio si chiama ‘The Line of Life’. È un progetto nato due anni fa quando ho fatto un viaggio in Bosnia e ho iniziato subito a scrivere la sceneggiatura. È stato difficile scrivere una sceneggiatura simile perché si trattano argomenti delicati.

Parliamo del cancro e di una ragazza che, al momento del suo diciottesimo compleanno, scopre di avere la malattia.

Non è stato facile realizzarlo perché abbiamo fatto le riprese durante il Covid ma abbiamo avuto la fortuna di avere come aiuto Andrea Crisanti. Ci ha dato una mano per capire come realizzare il cortometraggio e, in poco tempo, siamo riusciti a fare il tutto e a presentarlo alla Mostra del Cinema di Venezia”.

Vediamo una piccola clip con Andrea Corazza e i suoi collaboratori

Andrea Corazza: “Ho iniziato a scrivere anni fa la sceneggiatura di questo film e finalmente posso mostrare le immagini e il suono che ho immaginato per tanto tempo. Tutto è iniziato con un viaggio in Bosnia che mi ha svoltato la vita.

Durante il mio percorso mi sono imbattuto in un cimitero e mi sono soffermato su un dettaglio: la linea che separa la data di nascita da quella di morte. Ho pensato a tutto quello che può esprimere quella linea: la nostra quotidianità, il nostro modo di vivere, le nostre azioni e come spendiamo la vita. Ho riflettuto talmente tanto che ho deciso di scriverci un film”.

La produttrice Gaia Pulliero

Poi parla Gaia Pulliero, la produttrice del cortometraggio: “A gennaio Andrea ed io ci siamo trovati a bere un caffè in centro e Andrea mi ha parlato subito del suo viaggio in Bosnia e di come aveva intenzione di iniziare la stesura della sceneggiatura.

Subito dopo abbiamo iniziato a lavorare per poter realizzare tutto questo progetto. Temevo di non riuscire a trovare i professionisti giusti che senza budget, per un cortometraggio no profit, decidessero di collaborare. Alla fine, per fortuna, mi sono dovuta ricredere”.

Il produttore Niccolò Mariconda

Niccolò Mariconda, produttore del corto, spiega il motivo per cui hanno scelto proprio la Città della Speranza: “Abbiamo deciso di affidarci alla fondazione Città della Speranza per informarci meglio sull’importantissima tematica che andremo a raccontare nel corto. Grazie a loro siamo entrati in contatto con degli psicologi e con Mattia. Lui ci ha raccontato la convivenza con la malattia e ci ha aperto gli occhi su questa tematica”.

Com’è nata la passione per la cinematografia?

“Io scrivo da sempre, ho una grande passione per la scrittura e la fotografia. Ho voluto unirle per poter creare qualcosa di diverso, di più strano per un ragazzo della mia età. Ho deciso di scrivere e realizzare quello che volevo far vedere alle persone. Ho iniziato con un documentario, poi ho girato il corto We Are No Colors, e ci tenevo tantissimo a realizzare The Line of Life perché è un obiettivo che mi sono posto fin da subito per aiutare le altre persone”.

Hai avuto dei contatti ravvicinati con chi ha vissuto la malattia?

“Ho avuto Mattia che mi ha fatto capire quanto sia difficile vivere con la malattia e un familiare molto stretto. So quanto è difficile e quante persone ci mettono il cuore per dare una chanche nell’aiutare le persone. È un obiettivo che ci dobbiamo porre tutti per continuare a ricercare per ottenere dei grandi risultati per il futuro di tutti”.

Sentiamo Antonio Cerrino, il compositore

“La colonna sonora del film è una parte molto importante per il cortometraggio. Comporre una musica per un’iniziativa così importante mi ha messo alla prova. Non è mai facile trasmettere con il suono delle emozioni allo spettatore”.

Le parole della protagonista Noemi Caneva

“Nel film interpreto Nicole, una giovane studentessa che vive la sua vita con serenità. Infatti lei passa le sue giornate con gli amici, i familiari, studia, si diverte ed è proprio l’attenzione nelle piccole cose che la caratterizza. Purtroppo poi scoprirà di essere malata di cancro”. Andrea Corazza continua parlando della vita di Nicole: “Da quel momento la vita di Nicole non sarà più la stessa. Verrà messo in evidenza il tempo, le sue cadute psicologiche e il suo modo di vivere la malattia”.

Gli altri attori e collaboratori

“Abbiamo assunto il ruolo dei genitori di Nicole ma siamo anche i genitori dell’attrice Noemi”, racconta Franco Caneva. Continua la madre Sabrina Marrone: “Quando mi hanno proposto di partecipare come genitore di Nicole la cosa mi ha entusiasmato molto”.

Ascoltiamo poi Ciprian Turutea, direttore della fotografia: “Il mio obiettivo era quello di portare all’interno del team la mia esperienza e far sì che le scene tra di loro avessero una linea continua e armoniosa. Creare e dare forma alle immagini che Andrea aveva nella mente è il modo in cui voleva creare la storia di Nicole”.

“È stata una bellissima esperienza collaborare con un cast così giovane e versatile. Abbiamo cercato di rendere coerenti tutti gli outfit con le caratteristiche di ogni personaggio, in modo da valorizzare anche i personaggi secondari”, spiega Elena Bresolin, costumista del corto.

Come hai trovato tutti questi ragazzi giovani?

“È stato veramente difficile però ho apprezzato molto la ricerca. I ragazzi sono arrivati a noi e non è facile trovare dei giovani che, di fronte a un periodo difficile, si mettano in gioco. Li ho trovati tramite amicizie e conoscenze, anche i social network hanno aiutato molto”.

Ascoltiamo anche il resto del team

“Trovare il giusto make-up per ognuno è stato difficile ma fondamentale. Ho scelto questo tipo di make-up per mantenere l’espressione del viso più naturale possibile” ci racconta la make-up artist Alisa Barbaro. Poi sentiamo Emma Favetta: “Sono la fotografa di backstage e il mio ruolo è documentare le singole fasi della messa in scena”. Abbiamo poi il montatore Nicolò Borgo: “I colori giocano un ruolo fondamentale all’interno del cortometraggio perché esprimono emozioni e a passare delle sensazioni”.

Andrea Corazza continua dicendo che: “È stata un’emozione perché per realizzare questo progetto ci abbiamo messo il cuore”. Niccolò Mariconda ringrazia chi li ha supportati: “I problemi sono stati tantissimi ma voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato sul set, a tutte le associazioni e i comuni che ci hanno supportato nel realizzare il progetto”.

Associazioni e personaggi pubblici

Gianpietro Rupolo, presidente CRi – comitato di Padova sottolinea l’importanza della partecipazione al progetto: “La Croce Rossa non poteva sottrarsi al dovere di dare una mano a questa piccola produzione per un grande obiettivo”. Stefania Fochesato, referente della fondazione Città della Speranza ringrazia i ragazzi del team: “Siete i primi che hanno proposto un progetto cinematografico dedicato a Città della Speranza, alla ricerca e a tutti i giovani che vengono colpiti dalla malattia”.

Sentiamo anche la testimonianza della cantante Madame: “Ogni anno nel mondo sono circa 400 mila i bambini e gli adolescenti che si ammalano di leucemia, di linfomi, di sarcomi, di tumori solidi” e quella di Simone Tarca: “Oggi i dati relativi ai tassi di guarigione toccano l’85%, negli anni Novanta toccavano appena il 30%”.

Andrea Corazza hai solo 20 anni, hai una vita davanti. Cosa farai in futuro?

“Innanzitutto io vivo giorno per giorno, il mio obiettivo è raccogliere fondi per la Città della Speranza. Sto facendo il DAMS a Padova e vorrei lavorare nel mondo del cinema, è il mio sogno. Sono di Noale in provincia di Venezia”.

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