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Test del Mose: troppi costi, prefetto preoccupati

I costi eccessivi del Mose e il numero di test generano polemiche, nonostante le prove continuino ad andare avanti.

Continuano i test del Mose, ma secondo il provveditore Cinzia Zincone si rischia di fare i conti senza l’oste. Stamane è toccato alle 9 paratoie del lato Nord di Chioggia, domani toccherà alle nove del lato sud, ma si profilano nubi all’orizzonte perché ogni prova costa moltissimo e ne sono in programma due al mese.

I costi

Tanto per essere chiari il test della settimana scorsa a San Nicolò è costato 30 mila euro, quello di dicembre a Malamocco più del doppio. Il provveditorato ha intenzione di chiedere un ‘integrazione di fondi per non sforare il bilancio. Una notizia che preoccupa il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto al punto da spingerlo ad uscire con una dichiarazione pubblica: ”Non vorrei che fosse il pretesto per rallentare”.

La riunione

Perdere tempo è da irresponsabili. Il prefetto ha voluto comunque convocare la cabina di regia come da programma. Vi parteciperanno i sindaci tra cui Luigi Brugnaro e il super commissario Spitz, che sarà sostituito temporaneamente da un suo collaboratore. Dopo la riunione del 7 gennaio è stato deciso di ritrovarsi dopo una o due settimane per seguire passo passo i lavori con l’obiettivo di non accumulare ritardi e arrivare tra sei mesi a rendere operativo il Mose in casi di emergenza.

Gli altri test del Mose

Stando alla bozza del programma il primo test con condizione del mare avverse avverrà sulle quattro paratoie iniziali di Chioggia, poi entro giungo saranno ultimati i compressori utili ad alzare le quattro schiere e formate le quattro squadre necessarie: si parla di un centinaio di uomini. Il sollevamento con tutti gli impianti completi è previsto in autunno se saranno erogati i fondi.

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