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Tentato omicidio a Jesolo: convalidato il fermo dei due presunti autori

Tentato omicidio a Jesolo: convalidato il fermo dei due presunti autori

Tentato omicidio a Jesolo: due albanesi sono stati arrestati. Pensavano di essersi sbarazzati di un cadavere gettandolo nel fiume, ma il 25enne era ancora vivo. La ricostruzione dei fatti dell’1 gennaio da parte dei carabinieri.

Nella mattinata odierna, al termine dell’udienza di convalida tenutasi presso la casa Circondariale di Venezia, il GIP Presso il Tribunale di Venezia – dott. David Calabria – ha convalidato il fermo operato nella serata del 2 gennaio u.s. dai Carabinieri di San Donà e di Venezia a carico di Armiol Gioka, 32 enne, e Lefter Disha, 46 enne, entrambi di origine albanese, poiché indiziati di essere gli autori del tentato omicidio a Jesolo di D.E., 25enne di origine albanese, tuttora ricoverato presso l’ospedale di San Donà di Piave.

Ai due indagati, inoltre, è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere.

I predetti, in virtù degli elementi raccolti dai militari dell’Arma, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Giovanni Gasparini, hanno incontrato il connazionale, verso le 22.30 di Capodanno, presso il “Gasoline” di Jesolo e, nell’occasione, gli avrebbero contestato di essersi impossessato di un imprecisato quantitativo di cocaina e chiesto chiarimenti.

Nonostante la sua dichiarata estraneità, il giovane sarebbe stato invitato a seguirli e fatto salire a bordo della Jaguar XF con targa straniera in uso ai due soggetti, con la quale veniva condotto in un appartamento del quale la vittima non ha saputo fornire utili indicazioni. Una volta fatto entrare nell’abitazione D.E. sarebbe stato minacciato e, ritenuto reticente, ferito con un colpo di pistola alla gamba, esploso da Armiol Gioka.

Il giovane, poi, sarebbe stato preso e caricato di forza nel bagagliaio del veicolo e condotto sull’argine del fiume dove, gettato a terra, gli aguzzini avrebbero chiesto di confessare le proprie responsabilità e, visto il silenzio, lo avrebbero fatto segno di un ulteriore colpo di pistola all’addome, col chiaro intento di ucciderlo. La vittima, fintasi morta, veniva quindi gettata nel fiume – con l’evidente finalità di sbarazzarsi del cadavere – ma riusciva a salvarsi aggrappandosi ad un arbusto e, risalita la riva, dirigersi verso l’abitazione più vicina dove chiedeva aiuto.

Le indagini, rese particolarmente difficili dall’assenza di un formale domicilio dei due soggetti inizialmente, attraverso un certosino lavoro condotto dai Carabinieri, dopo lunghe ricerche, hanno permesso di rintracciare i due indagati all’uscita della Gelateria della Marina di Jesolo, di risalire all’abitazione del dove viveva Armiol Gioka, sita nella zona del Lido e nella quale venivano rinvenuti e sequestrati vari oggetti utili alle indagini – tra i quali gli indumenti dallo stesso indossati nel corso della nottata, in particolare un giubbotto che verrà inviato al RIS per rilevare eventuali tracce di polvere da sparo -, di sequestrare il veicolo usato dai due malviventi, che verrà sottoposto ad approfonditi accertamenti per la ricerca di tracce ematiche e di DNA, nonché, attraverso i filmati di videosorveglianza, di confermare le fasi di incontro dei tre albanesi presso il citato locale pubblico dai quali uscivano assieme alle 22.40 del 1 gennaio.

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