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Tassisti fermi due giorni: il governo sta varando la svolta

Due giorni di sciopero. Non accadeva nel Veneto da decenni. I taxisti si sono fermati contro il premier Mario Draghi. Temono per la loro sopravvivenza

Sciopero dei tassisti per due giorni in tutta Italia, cui si sono aggiunti questa volta anche i colleghi del Veneto. Che non scendevano in piazza da 27 anni. In ballo c’è la libera concorrenza che viene minata, secondo i sindacati di categoria, dalle multinazionali americane.

I tassisti scioperano

Oggi e domani, 6 luglio, non c’è il servizio taxi. Nel veneto conta 734 veicoli su gomma e 290 acquei. Nell’ambito della mobilitazione indetta dalla Confartigianato, la CNA, la Legacoop e le maggiori sigle sindacali, oggi si è organizzato un presidio davanti a Palazzo Chigi.

Nel mirino c’è proprio il premier Mario Draghi accusato di aver inserito nel DDL Concorrenza l’articolo 10, che apre le porte alle multinazionali americane.

Gabriele Stevanato, Presidente Radiotaxi Veneto

“Con il decreto legge concorrenza sui cui siamo stati inseriti inguistamente, perchè l’Europa non mette i tassisti tra il settore a concorrenza. Infatti non siamo nella legge Bolkestein. Ci è stata fatta una violenza per liberalizzare il settore e fare un piacere alle multinazionali.

E’ da novembre che le nostre rappresentanze sindacali non vengono ricevute ed ascoltate dalla politica. Ma soprattutto, il premier Mario Draghi ha ricevuto separatamente l’amministratore delegato della società Uber. Che è stata condannata in Italia per violazioni sulle leggi sul trasporto e per lo sfruttamento dei rider”.

App come intermediario tra clienti e tassisti, l’idea del governo

Il governo vuole snellire il servizio introducendo un’app che faccia da intermediaria tra clienti e tassisti. Ma il risultato, secondo questi ultimi sarebbe l’eliminazione della responsabilità dei vettori nei confronti della clientela. La cancellazione dell’identità dei tassisti che finirebbero anche per perdere autonomia. La CGIA si dichiara a favore di un’app di interconnessione, ma che consenta di mantenere l’identità delle tante imprese artigiane che forniscono il servizio.

Continua Stevanato: “E’ un servizio pubblico, le tariffe sono amministrate dai comuni e sono sottoposte all’autorità garante dei trasporti. Dobbiamo avere la stessa tariffa in qualsiasi momento e condizione. Queste applicazioni e multinazionali vogliono marginare sia sul cliente, sia sul tassista”.

Il timore, inoltre, è che la deregulation diminuisca la qualità del servizio, non individuando standard professionali e non ponendo obiettivi di sostenibilità. Come, ad esempio, la pratica di offrire sempre i percorsi più brevi e l’uso di motori meno inquinanti.

Francesco Palermo, rappresentante provinciale Venezia taxi Cna

“Non possiamo accettare una delega in bianco al governo affinché possa amministrare un servizio regolamentato e che oggi funziona molto bene, come quello del taxi. Noi chiediamo un tavolo di confronto affinché si possa trovare una mediazione. Per tutelare, in primis il cittadino e anche tutte le imprese che lavorano nel settore taxi”.

In questi giorni la Commissione Attività Produttive sta esaminando 400 emendamenti presentati. Obiettivo della maggioranza è di arrivare all’approvazione in aula durante la terza settimana di luglio. Per i tassisti che puntano allo stralcio dell’articolo 10 è una corsa contro il tempo. Mercoledì mattina, presso la sede della Legacoop del Veneto, a Marghera, si terrà un’assemblea unitaria delle maggiori sigle regionali.

Nicola Comunello, responsabile regionale trasporti persone pres. Legacoop Veneto

“Vogliamo e dobbiamo ottenere lo stralcio dell’articolo 10 del decreto liberalizzazioni”.

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