Articoli di Economia e società

Tariffe autostradali 2020: aumenti fino al 20 centesimi sul Passante

Viaggiare tra Venezia-Mestre e Padova Est costerà ora 3 euro, più 60 centesimi per i mezzi pesanti. Sconti fra Spinea a Padova Est. Confermate le tariffe agevolate

Firmato il decreto interministeriale tra MIT-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e MEF-Ministero dell’Economia e delle Finanze che riconosce a Concessioni Autostradali Venete, a decorrere dal 1° gennaio 2020, alcuni adeguamenti sulle tariffe autostradali.

Nuove tariffe autostradali

L’aggiornamento delle tariffe autostradali per il nuovo anno comporterà l’adeguamento dei pedaggi, che in alcuni casi prevedono incrementi, in altri riduzioni del corrispettivo dovuto al casello, a seconda dei singoli tratti percorsi ed è stato concesso in virtù dei risultati ottenuti dalla Concessionaria sul fronte degli investimenti e delle manutenzioni previste nel Piano economico finanziario.

Tradotto in cifre, l’adeguamento porterà all’aumento dei pedaggi per il traffico leggero su alcuni tratti in gestione fino ad un massimo di 20 centesimi, ma anche, in altri, alla diminuzione nell’ordine di 10 centesimi.

Alcuni esempi

Per i conducenti di veicoli in Classe A (automobili) il pedaggio applicato tra la barriera di Venezia-Mestre e Padova Est passa da 2,80 a 3,00 euro, mentre percorrendo il Passante di Mestre ci sarà una diminuzione del pedaggio da Spinea a Padova Est da 1,70 a 1,60 euro. Per i veicoli in Classe 5 (mezzi pesanti) invece, gli aumenti potranno arrivare fino a 60 centesimi sulla Venezia-Padova, ma anche in questo caso è prevista una riduzione del pedaggio tra il casello di Spinea e la stazione di Padova Est.

Caselli di Mirano-Dolo e Padova Est

Su richiesta di Concessioni Autostradali Venete inoltre, il MIT, di concerto con il MEF, ha concesso la proroga per altri 12 mesi (fino al 31/12/2020) delle agevolazioni tariffarie che riguardano il traffico pendolare tra i caselli di Mirano-Dolo e Padova Est: sarà dunque valido anche per il nuovo anno l’abbonamento (adeguato al nuovo regime tariffario) che riguarda i residenti dei comuni di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga che effettuano almeno 20 transiti mensili tra le stazioni di Mirano-Dolo e Padova Est.

Va ricordato che Concessioni Autostradali Venete, rispetto alla maggior parte delle concessionarie autostradali italiane, è una società interamente pubblica: circostanza questa che prevede una precisa e vincolante destinazione degli introiti. E come detto, gli adeguamenti tariffari sono stati autorizzati a valle del pieno rispetto degli investimenti e degli obblighi di manutenzione della rete avvenuti nel corso del 2019.

«I parametri della società sono perfettamente in linea con quanto richiesto dal MIT – spiega l’AD di Concessioni Autostradali Venete Ugo Dibennardo – abbiamo completato tutti gli investimenti previsti, così come sono stati portati a termine gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e, inoltre, abbiamo ottimizzato i costi di gestione. Il raggiungimento di questi obiettivi ha determinato il riconoscimento di un incremento dei pedaggi minimo, ma che nel nostro caso si traduce in un grande vantaggio per il territorio, messo a disposizione della Regione del Veneto».

«L’adeguamento – precisa la Presidente Luisa Serato – è stato riconosciuto dal MIT anche sulla base della particolare mission della nostra società, che ha per vincolo statutario l’investimento complessivo degli utili in infrastrutture per il Veneto, di concerto con la Regione e lo stesso Ministero. Non è prevista alcuna redistribuzione dei dividenti tra i due soci azionisti, Regione Veneto e ANAS, che dunque saranno a disposizione della Regione per nuove opere, a beneficio del territorio e della collettività».

Il commento dell’assessore ai trasporti

«Siamo gli unici in Italia – aggiunge l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Elisa De Berti – ad avere una destinazione totalmente pubblica degli utili autostradali, cosa che rende CAV non paragonabile ad altre concessionarie. Da una parte noi abbiamo bisogno di un equilibrio economico-finanziario per garantire il pagamento del bond per il Passante di Mestre, dall’altro ogni ulteriore centesimo rimane patrimonio dei veneti e ritorna ai cittadini di questa regione sotto forma di infrastrutture e servizi».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
X