Inaugurata a Forte Marghera la scultura “Stop Playing” di Lorenzo Quinn. Il sindaco Brugnaro: “Opera simbolica che va oltre il valore artistico, diventando universale”

Due mani di ragazzo tengono tesa una fionda che sta per lanciare una sfera, il pianeta terra. È “Stop Playing” la nuova opera dell’artista Lorenzo Quinn, donata alla città e collocata a Forte Marghera.

Bronzo, acciaio inossidabile, ottone i materiale con cui l’artista, che a Venezia aveva realizzato l’opera “Support”, le mani giganti che sorreggevano Ca’ Sagredo in Canal Grande, lancia un ulteriore appello alla difesa di una città tanto unica quanto delicata.

Ancora una volta l’arte diventa strumento per pensare al futuro e alle nuove generazioni. Non è un caso che le mani prese a modello siano quelle del figlio dell’artista, il tredicenne Anthony Quinn. L’opera trova ispirazione in un episodio della vita personale dell’artista, quando da ragazzino con una fionda distrusse un vetro antiproiettile che il padre aveva messo a protezione della casa, ma il suo messaggio è simbolico: “Venezia è una città così fragile e bella che va protetta”.

Un ulteriore tassello culturale quindi nell’area di Forte Marghera in cui – ha ricordato il presidente della Fondazione Stefano Mondini – l’Amministrazione comunale ha investito 12 milioni di euro: 7 per i sottoservizi e 5, con un secondo appalto, per il restauro delle due caserme che fanno da quinta alla darsena.

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