Articoli di Cronaca

Spinea: simula una rapina con botte per il rientro tardivo a casa

Per giustificare il rientro tardivo a casa un ragazzo giovanissimo di Spinea simula una rapina con botte con il furto della bici

Quello che può sembrare un gioco innocente può portare a conseguenze nefaste, si sa, ma in questo caso un giovanissimo di Spinea classe 2008 ha esagerato. Il ragazzo in effetti subisce il furto della bicicletta una ventina di giorni orsono.

Simula la rapina a Spinea

Forse preso dal panico, forse coscientemente, elabora un piano per giustificarsi. Per ricercare la bici rubata, infatti è ormai inesorabilmente in ritardo sul coprifuoco imposto dai genitori per il rientro.

Non solo gli viene in mente di simulare una rapina, ma si tira anche un paio di cazzotti da solo in faccia, proprio per simulare l’aggressione e le lesioni. Arrivato a casa in queste condizioni, i genitori vanno di filato dai Carabinieri e denunciano la rapina.

Incongruenze nel racconto

Già i racconti presentano palesi incongruenze. Inoltre la bicicletta viene subito ritrovata e i sospetti dei Carabinieri vengono fugati dopo altri accertamenti e l’escussione testimoniale del giovane. Di fronte alle contestazioni sempre più pressanti, il ragazzo crolla e “vuota il sacco”.

Si è inventato tutto per nascondere il ritardo, compresi i cazzotti in faccia, con le lesioni durate per 7 giorni, che si è tirato da solo. Per lui la segnalazione per simulazione di reato e procurato allarme alla Procura dei minori. La vicenda infatti, aveva dato adito in città a commenti allarmanti soprattutto sui social.

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