Home Notizie Articoli di Cronaca Spinea: pusher minaccia di darsi fuoco davanti ai Carabinieri

Spinea: pusher minaccia di darsi fuoco davanti ai Carabinieri

Spinea: pusher minaccia di darsi fuoco davanti ai Carabinieri

29enne residente a Spinea in precedenza era stato arrestato per spaccio di eroina a Mestre è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora

Tra le altre minacce, rivolte ai Carabinieri di Spinea e all’Autorità Giudiziaria, anche quella di prendere la benzina e darsi fuoco davanti alla caserma dell’Arma di Spinea.

Un pregiudicato tunisino 29enne, residente a Spinea ma di fatto senza fissa dimora, è sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora in quel Comune, misura comminatagli dal Tribunale di Venezia per i suoi svariati e innumerevoli precedenti di polizia, non ultimo quello della cessione di eroina a minorenni avvenuto in Mestre, quando si presenta dai Carabinieri per informarli che si recherà a Treviso.

Ai militari il compito arduo di tentare di fargli capire che essendo sottoposto ad una chiara misura cautelare che ne impedisce lo spostamento fuori da quel Comune è necessaria un’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria per potersi spostare.

Basta questo per far andare su tutte le furie l’uomo che inizia quindi a minacciare e proferire insulti agli uomini dell’Arma e alla stessa Autorità Giudiziaria alla cui autorizzazione è sottoposto per i fatti che lo hanno visto protagonista in negativo negli anni.

Ai militari non resta quindi che segnalare quel comportamento all’Autorità competente che, immediatamente, ne dispone l’aggravamento della misura a cui è sottoposto con quella della custodia cautelare in carcere.

E’ tuttavia l’ultimo episodio di insofferenza verso l’Autorità dei quali il tunisino si è reso nel breve periodo protagonista. Già lo scorso 28 febbraio 2019 infatti, era stata disposta la più grave misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Spinea contro il precedente divieto di dimora nel Comune di Venezia, misura alla quale era stato sottoposto per aver aggredito dei militari in servizio di pattuglia. Noncurante del divieto infatti, era stato controllato nella zona di Marghera, Comune di Venezia a lui vietato mentre il 25 febbraio 2019, era stato rintracciato in Padova quando aveva rifiutato di indicare un luogo in cui sarebbe stato reperibile (prescrizione imposta per legge).

Per lui, data la sostanziale dimostrazione di insofferenza a quanto impostogli dall’Autorità Giudiziaria nonché per le ultime minacce rivolte a questa oltre che ai Carabinieri, si sono aperte le porte del carcere di Venezia, unico luogo ritenuto, al momento, in grado di contenerne i comportamenti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here