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Sindaco Brugnaro torna e porta rabbia e due pezzi storici del comune

E' tornato sulla scena amministrativa e politica il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro dopo dieci giorni di convalescenza portando due regali: una battaglia politica soffermandosi anche su quello che ha vissuto

Sindaco Luigi Brugnaro è tornato sulla scena politica cittadina dopo il malore e dieci giorni di ospedale. Come nel suo stile senza risparmiarsi. E’ tornato portando alla città un pezzo di arsenale e lo storico capannone petrolchimico, il tutto condito con la polemica sull’agenzia della laguna, che lui definisce “uno scippo all’autonomia della città”. Lo anima l’energia di sempre, con in più un pizzico di amarezza. “Ho capito che siamo tutti utili, ma non indispensabili” e ha detto “partiamo da qui”.

Il commento del sindaco Brugnaro

“Questi giorni in ospedale mi sono serviti per riflettere: tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Ringrazio ancora tutti coloro che mi hanno aiutato. Come già sapevo ho visto di avere tanti amici che mi sono stati vicini. Sono gli incidenti della vita. Prometto che mi impegnerò sempre al massimo, non sono capace di fare diversamente.”

L’Arsenale

E poi via con quello che ha portato a casa il comune, ossia la restituzione della parte del bacino dell’arsenale, che era stato assegnato al Consorzio Venezia Nuova per la manutenzione del Mose. Ora gli spazi serviranno ad ampliare il salone nautico.

“Abbiamo iniziato a farci dare indietro un’area abbastanza grande dove c’è il bacino medio, per poter intanto allargare il salone nautico e per avere anche più aree a disposizione.”

Se l’arsenale è caro ai veneziani, ai mestrini e alla classe operaia è altrettanto caro il capannone del petrolchimico. Edificio che ha ospitato tante lotte sindacali e tante riflessioni su momenti drammatici vissuti a Porto Marghera negli Anni di Piombo.

Capannone del Petrolchimico

“Abbiamo restituito alla città il capannone del Petrolchimico. Chi è di Mestre o Marghera sa che questo capannone è un pezzo del nostro cuore. Prima lo ristrutturiamo tenendolo così com’è e lo dedicheremo a convegni, eventi e mostre.”

Le battaglie

Infine le due battaglie, quella per portare le grandi navi alla marittima attraverso il canale Vittorio Emanuele e la seconda determinante per l’identità della città. Iniziata due anni fa contro l’agenzia per la laguna, in cui Venezia non avrebbe un peso specifico.

“Dispiace e ci fa arrabbiare che non si sia ancora messa mano a questa pseudo agenzia della laguna dove la città e i cittadini non contano niente. E’ più di due anni che combatto per questa causa. Si tratta di uno scippo dei governi precedenti. Da questo governo io mi attendo un’attenzione per la città e confido molto nel Palazzo Chigi e nel suo ruolo di mediazione.”

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