La Voce della Città Metropolitana

Silvana Tosi: un appello ancorato contro il degrado

Il giro di vite sui controlli contro il degrado a Venezia parte dall'input che Silvana Tosi assessore alla sicurezza del Comune ha dato alla polizia municipale. Nel mirino non c'è soltanto il degrado del centro storico, ma anche lo spaccio di droga che persiste nel quartiere Piave pur con qualche cambiamento

Silvana Tosi, Assessore alla sicurezza del Comune di Venezia, è in collegamento con noi. Si era molto battuta anche quando era Consigliera Comunale sul fronte della sicurezza.

Per la prima volta, 3 studenti universitari sono stati puniti, perché hanno ricevuto una daspo e sono stati allontanati per 48 ore da Venezia. Sono stati trovati ad urinare in Campo Santa Margherita e sono stati multati con 450€. C’è chi è stato multato perché ubriaco e bivaccava, chi sporcava per terra buttando vivande. È stato multato un commerciante, che non ha svuotato il cestino della spazzatura che aveva davanti e che straboccava di cartoni. Un altro commerciante vendeva alcolici dopo le 21.

Venezia si è trovata a vivere una nuova stagione perché ci sono tantissimi turisti e ha eseguito dei controlli.

“Prima di tutto, il daspo, le sanzioni e il resto, mi stanno bene perché io ho dato questo ordine. Bisogna applicare il regolamento di sicurezza perché è da rispettare, rendendo la nostra città appetibile e priva di degrado. Vedo molte parti di Venezia che non rispettano queste caratteristiche, perciò controlli, controlli, controlli.”

Quand’è scattata questa cosa dei controlli? D’estate non se n’era sentita molto la necessità

“Sono stata io a dare un input forte. Non mi interessa niente: il regolamento deve essere applicato. Se non facciamo rispettare il regolamento, abbiamo speso più di un anno e mezzo redigerlo. per niente. Inoltre dobbiamo lavorare con gli strumenti che abbiamo e quello della Polizia Locale è il regolamento e la legge.”

Non sempre le multe vengono pagate, giusto Silvana Tosi?

“Per gli italiani e gli stranieri sì. Tramite una convenzione con un ufficio all’estero, mi risulta che queste sanzione vengono pagate anche dagli stranieri.”

C’è speranza che il decoro torni a Venezia. C’era anche la famosa campagna #EnjoyRespectVenezia ma probabilmente è andata dimenticata con il COVID-19

“Ci sono tanti italiani a lì Venezia, in Campo Santa Margherita, in Calle degli Ormesini e in zona Rialto. Tanti italiani giovani. Sanzioni per aver urinato, sanzioni per non aver rispettato le regole… Io mi vergognerei, è la gogna, è terribile, devono nascondersi questi giovani che deturpano la nostra meravigliosa città.”

Mancano anche un po’ dei servizi a Venezia?

“Per quanto riguarda i servizi igenici, ci sono in quei bar e ristoranti, che rimangono aperti fino alle 2 di notte. Ecco perché stiamo preparando un’ordinanza del sindaco per far chiudere i bar, i ristoranti, le pizze al taglio e gli alimentari in un orario adeguato.”

Allora, Silvana Tosi, mancano i servizi igenici da una certa ora in poi?

“Bravissima! Non so se ha letto che il sindaco di Chioggia ha dato disposizione che oltre un certo orario si deve chiudere tutto. È un po’ prestino l’orario che ha detto lui. Noi dobbiamo tutelare anche il commercio. Ho  proposto la chiusura verso le 01:00-02:00 e l’apertura verso le 07:00-08:00 per i bar e i ristoranti.”

Però non si possono vendere gli alcolici dopo le 21 per asporto?

“No, guai. Ci sono i controlli.”

Questo per quanto riguarda Venezia. Con il Covid, anche Mestre ha registrato un ritorno al degrado. Dopo l’operazione della Polizia che aveva portato all’arresto della banda nigeriana dello spaccio, si era ridotta la quantità di sostanze stupefacenti in città. Adesso ci sono dei segnali diversi.

“Dipende. Ho contattato questa mattina il comandante e mi ha detto che per quanto riguarda lo spaccio, non è più in Via Piave perché lì è modesto. Si è spostato però nelle zone limitrofe, nel quartiere Piave, è diverso.”

È diverso per chi vive lungo Via Piave, ma non cambia la sostanza della città.

“No, tant’è vero che io ho risposto di fare controlli e di mandarli via da Mestre e da Venezia, perché non li vogliamo. Non c’è nessun aiuto da parte del Governo. Io chiedo aiuto, magari con l’allestimento di un CPR che non c’è in Veneto. Quindi, dei luoghi per il rimpatrio. I nostri fanno quello che possono.”

La Polizia di Stato e i Carabinieri hanno sempre vigilato molto, no?

“Sì, però io voglio il massimo controllo da parte di tutte le Forze dell’Ordine. Voglio l’attenzione del Governo perché Venezia è Venezia.”

Silvana Tosi, come si traduce quest’attenzione del Governo? Con un maggior numero di agenti che potrebbero arrivare qui?

“Io voglio scrivere una lettera al Ministro degli Interni, Lamorgese, con tutte le mie richieste. Per conoscenza anche al sottosegretario Nicola Molteni e chiedo che vengano qui a vedere la situazione, chiedo la loro presenza. Non mi basta un piccolo sopralluogo e via. Loro devono ascoltarci.”

Silvana Tosi, le risulta che la zona della Stazione sia il centro di rifornimento delle sostanze stupefacenti di tutto il Veneto? Era così alcuni mesi fa.

“Era così, ma adesso sta migliorando per quanto riguarda il comune di Venezia. Alcuni non lo vogliono ammettere, ma fanno la loro parte di antagonisti. Questo però mi sprona a fare sempre di più.”

Gianfranco Bettin ha lanciato più volte l’allarme sul quartiere Marghera.

“Ho la massima stima del professore e di altri consiglieri comunali. Secondo me lavoreremo bene insieme perché mi piacciono le critiche costruttive, con proposte. Non le critiche per denigrare. Non puoi dire che questo non va bene se non proponi come faresti tu.”

Silvana Tosi, lei ha lanciato la questione del sovraffollamento degli appartamenti sul quartiere Piave. Lei dice che non può andare a controllare se gli appartamenti sono sovraffollati, perché è anticostituzionale.

“Mi sono informata e quando ho firmato e approvato questi articoli nel regolamento comunale, c’era anche l’articolo riguardo il sovraffollamento. Ci voleva proprio. Sono però rimasta delusa che non si possa entrare nelle case tramite l’autorizzazione del prefetto o di qualche altra carica importante.”

C’è qualche altro sistema per riuscire? Credo che chi vive in questi appartamenti sovraffollati, vorrebbe risolvere la sua situazione. Non credo che viva bene.

“Penso di sì. Ci incontreremo molto presto con un amministratore di condominio e con degli avvocati perché ci sono dei cavilli che potremmo accedere.”

Bisognerebbe anche pensare dove mettere le persone nel caso in cui si scopra che vivano in questi appartamenti sovraffollati.

“Però se non hanno un permesso di soggiorno devono andarsene. Noi dobbiamo realizzare il Centro per il Rimpatrio. Bisogna mandarli a casa loro. Se hanno invece un lavoro, rimangono. Se hanno un lavoro, hanno anche i soldi per affittarsi un mini appartamento. Per quanto riguarda i giovani, ho proposto anche un luogo adatto per accoglierli. Un luogo composto da grandi stanze, che diventi magari anche un centro Nazionale.”

Sì, vero. Ne arrivano moltissimi di giovani, anche senza i loro genitori e che poi sono esposti alle tratte degli schiavi e a situazioni terribili.

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