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Case popolari Ater: da giugno scattano cento sfratti

C’è chi ha un patrimonio finanziario che sfiora il milione di euro, tra eredità, tfr, lasciti. Non avrebbe diritto alla casa popolare ma avendo oltre 65 anni ci può restare. Per un centinaio di assegnatari invece in giungo scatta lo sfratto nelle case Ater del veneziano

La notizia è clamorosa trattandosi di case popolari che una volta assegnate, finiscono per essere considerate dalla famiglia assegnataria un diritto d’acquisito da trasmettere in via ereditaria.

Il nuovo metodo di assegnazione delle case popolari

Invece una legge regionale del 2017 ha cambiato i requisiti dopo aver constatato che la crisi iniziata nel 2008 ha creato nuovi poveri e reso meno bisognosi chi occupa un alloggio popolare. Così il reddito come punto di riferimento (anche per i canoni) è stato sostituito con l’Isee, l’indicatore della situazione economica dei nuclei familiari, che comprende oltre al reddito anche le proprietà , vetture, imbarcazioni, gli immobili, i risparmi nei conti correnti.

I risultati delle dichiarazioni ISEE

Sono emersi settanta assegnatari che superano i 35 mila euro di Isee. 13 quelli che hanno un patrimonio finanziario che supera i 200 mila euro e di questi. 6 hanno più di 300 mila e uno supera il mezzo milione di risparmi investiti. Loro la casa dovranno lasciarla. Si salvano però gli over 65 anni o chi ha familiari disabili anche se il loro reddito è da paperone. Ci sono inoltre 1700 inquilini che non hanno presentato la certificazione Isee, ma sono sotto la lente di ingrandimento e il comune promette controlli

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