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Sergio Lucchi: escavo dei canali

L'ing. Sergio Lucchi tratta il tema di competenze e attività nei riguardi degli escavi dei canali, previo rischio interramento

Il conduttore presenta la puntata chiedendo all’ing. Sergio Lucchi se l’ente Zona Industriale ha competenze e si mobilita per i canali, che vanno scavati previo rischio interramento.

Sergio Lucchi, Presidente dell’ente Zona industriale di Porto Marghera

“È chiaro che, per quanto riguarda i canali, noi siamo continuamente elemento di pungo, perchè vengano messi in programma gli escavi dei canali.

Io venerdì scorso ho partecipato al tavolo tecnico per Porto Marghera, il tavolo della Dott.ssa Bramezza: colgo l’occasione per dire che sta lavorando molto bene. Era presente anche un direttore generale del Mise, il Dr. Antonelli. Il focus, portato dal sottoscritto, è stato proprio quello degli escavi dei canali.

A me hanno colpito due cose in quella riunione: il comandante Pellizzari, comandante della capitanerie di porto di Venezia, mi ha detto “io son venuto qua nel ’18, la quota era una certa quota, non stiamo qui a dirlo tanto non cambia niente, abbiamo lavorato tanto e la quota è ancora quella”, cioè siamo riusciti solamente a stabilizzarla, a grattare quel poco che si era accumulato. L’altra cosa che mi ha colpito è stata il Dr. Di Blasio, il presidente dell’autorità del sistema portuale, il quale ha elencato un programma per 6 milioni e mezzo di mc di fanghi da scavare, in un programma di 8 anni: quindi compresa la manutenzione. Poi, alla fine, ha detto che al momento abbiamo 500mila mc di spazio all’Isola delle Tresse, dove però c’è un problema di un oleodotto interrato che bisogna sistemare, perchè sennò non si può caricare il fango.

E poi, una cassa di colmata, quindi: 500mila da una parte e 100mila dall’altra, la cassa di colmata. Lei capisce che con 600mila mc non si fa niente. Il problema è il valore Maranzani, che non trova conclusione, bloccato dalla solita burocrazia italiana. Abbiamo un elettrodotto, che va interrato perchè fa parte degli accordi con la popolazione, per poter utilizzare quel sito per conferire i fanghi.

Tenna ha detto che ci mette 5 anni per fare sto lavoro qua. Ma ci mette 5 anni partendo da Padova per arrivare a Venezia, alle sotto-stazioni dove deve arrivare, e quello che ci siamo detti è che dobbiamo spingere perchè Tenna faccia il tratto del Vialone Maranzani e tutto venga risolto.

Pericolo bassi fondali

– Il conduttore interviene chiedendo all’ing. Lucchi se lui vede il crearsi nuovamente del pericolo concreto dei bassi fondali –

Non è che lo vedo. È un processo inevitabile se non si interviene, se non si trova spazio. Non manca la volontà a scavare, non mancano i soldi: perchè l’autorità portuale i finanziamenti ce li ha. Non si sa dove mettere i fanghi. Quindi, il porto di Venezia rischia di essere notevolmente penalizzato da questo aspetto. Il Dr. Becce, che è l’amministratore delegato di Multiservice, diceva sempre a questa riunione: che non riusciamo a cogliere le nuove navi che, a seguito della guerra in Ucraina, si stanno muovendo per trasportare cereali e quant’altro, perchè il pescaggio va oltre l’11,5 metri.

Tutti siamo in difficoltà. La difficoltà sta adesso in un’inefficienza, perchè chiaramente, nel momento in cui lì devi far riferimento a navi più piccole: chiaramente abbiamo un’inefficienza.

La Bramezza ha colto quest’aspetto e ha programmato un tavolo tecnico esclusivamente ed esplicitamente, dove ci saremo anche noi, sull’aspetto escavi e dove mettere i fanghi”.

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