Venezia Città Stato

Sergio Lucchi: ente Zona industriale di Porto Marghera

Qual è la funzione dell'ente Zona industriale all'interno dell'area di Porto Marghera, ce lo spiega l'ing. Sergio Lucchi

Il conduttore, Alfredo Aiello, presenta la quarta puntata di Venezia Città Stato e ricorda le puntate precedenti, che ha impiegato temi quali: turismo e sanità veneziana. Introduce poi il nuovo tema, ovvero i problemi dell’industria del settore manifatturiero, che verrà trattato assieme all’Ing. Sergio Lucchi, Presidente dell’ente Zona industriale di Porto Marghera

Nell’area di Porto Marghera si sono storicamente insediate aziende che operavano in maniera integrata. Protagoniste le produzioni:

  • Chimiche
  • Petrolchimiche
  • Siderurgiche
  • dell’alluminio
  • dello zinco
  • del rame
  • degli azotati
  • dei fertilizzanti

e molto altro. Ricordiamo gli anni d’oro, gli anni del “boom” dell’industria italiana. Nel tempo le cose sono cambiate, le produzioni sono sempre meno integrate.

Si rivolge ora all’ing. Sergio Lucchi e chiede quale sia la funzione dell’ente Zona industriale all’interno dell’area di Porto Marghera

Sergio Lucchi, Presidente dell’ente Zona industriale di Porto Marghera

“L’ente Zona Industriale di Porto Marghera, è un’associazione senza scopo di lucro, tra imprese che operano nell’area portuale di Porto Marghera. Una caratteristica che accomuna queste aziende è quella di affacciarsi sui canali industriali e di essere quasi tutte titolarti di concessioni demaniali di panchina.

Oggi, i soci dell’ente Zona, queste aziende: sono 35. E siamo orgogliosi di avere, tra le nostre aziende, tutte le più grandi e principali aziende di Porto Marghera. Consideri che, queste aziende sono, in ente Zona, praticamente da sempre: chi da 40 anni, chi da 50. Poi ci sono stati dei cambiamenti chiaramente, aziende che hanno cambiato nome. Però, sono sempre rimaste nell’ente zona. I soci più importanti sono: Eni, in particolare, le società dell’Eni – Versalis, Eni Rewind, Eni Raffinazione, Petroven (deposito petrolifero). Pensi che l’Eni rappresenta il 41%. È il socio di maggioranza relativa dell’Ente.

Io sono un ex dirigente dell’Eni, perchè l’Eni mi ha dato fiducia nel portare avanti l’ente Zona.

– Il conduttore interviene per chiedere se, il finanziamento dell’ente proviene solamente dai privati oppure anche dal pubblico –

Il finanziamento è solo da privati. Si esplica in questo modo: i soci hanno delle quote associative, determinate da una serie di parametri; ma l’ente svolge anche attività di monitoraggio ambientali, diciamo in conto terzi, cioè al di fuori di quella dovuta. Molti ce li chiedono i soci stessi: vinciamo e partecipiamo a contratti di appalto con l’Eni.

Dove operiamo? Nel settore del monitoraggio ambientale e della strumentazione ambientale, Come dicevo prima, le aziende sono aziende di Porto Marghera, La storia dell’Ente, lo dice il nome stesso, si è svolta tutta a Porto Marghera, nel senso che: l’ente Zona nasce nel 1924 e ha accompagnato Porto Marghera in tutte le sue trasformazioni e traversie. Nel bene e nel male. L’ente Zona stesso ha avuto delle modifiche. L’ente Zona di oggi chiaramente non è quello di 60/70 anni fa. Diciamo che lo sparti acque, il momento del cambiamento è stato dopo il 73, che ci fu la Legge Speciali per Venezia: cioè la presa di coscienza del problema ambientale, di sicurezza, occupazionale e della salvaguardia di Venezia. In quel momento, nel 74, le aziende, in particolare Eni ed Enel, conferirono all’ente Zona le loro attività di monitoraggio e controllo delle emissioni.

Ma questa era l’esigenza che veniva dal territorio. Veniva da Porto Marghera città. Veniva dagli enti controllori. Perchè volevano essere sicuri che chi controllava avesse una certa terziarità nei confronti di chi emetteva. Bisogna eliminare un conflitto di interessi. Guardi, la cosa di cui vado orgoglioso è che, l’ente Zona in tutta la sua storia, quindi a partire dal 74 ad oggi sono circa 50 anni, in questi 50 anni ha conservato questa terziarità e poi lo vedremo anche con il SIMAGE, un’altra attività che abbiamo preso. Ha conservato questa terziarità e abbiamo autorevolezza nei confronti degli enti esterni che credono ai nostri dati”.

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