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Sergio Lucchi: come si realizza l’attività dell’ente Zona

L'ing. Sergio Lucchi ci spiega come si organizza l'attività dell'ente nei riguardi di un cantiere navale in termini di ambiente e sicurezza

Il conduttore presenta la puntata chiedendo all’ing. Sergio Lucchi come si realizza l’attività dell’ente Zona nei riguardi di un cantiere navale, sia per quanto riguarda l’ambiente,  che la sicurezza.

Sergio Lucchi, Presidente dell’ente Zona industriale di Porto Marghera

“Per quanto riguarda l’ambiente, essendo la specializzazione dell’ente Zona essenzialmente sulle emissioni, anche nei cantieri di Fincantieri, mi scusi il bisticcio di parole, vi sono delle emissioni dovute a caldaie e a trattamento di casteclice e quant’altro, e su quelli noi facciamo il monitoraggio.

Il monitoraggio che permette a Fincantieri di dimostrare praticamente la ottemperanza di quelli che sono i livelli emittivi.

Per quanto riguarda Fincantieri poi, noi operiamo sempre in supporto per quelli che sono i processi autorizzativi, che Fincantieri di volta in volta deve mandare avanti.

Diciamo che, tra i nostri soci, è quello che meno abbisogna di questo tipo di supporto da parte dell’ente Zona. Chiaramente, le emissioni di una raffineria sono ben di più di un cantiere come Fincantieri. Però Fincantieri è uno dei nostri soci storici, perchè ha apprezzato e continua ad apprezzare quello che è il supporto alle sue attività nei confronti del quadro di permessi che la circonda: la burocrazia, per intenderci.

– Il conduttore ricorda le parole dell’ing. Lucchi, quando ha detto che le aziende storiche che hanno costruito l’ente Zona hanno deciso di affidare a terzi un certo tipo di attività per evitare conflitti di interessi. Quindi chiede se queste accolgono i consigli o meno. –

Sta nel momento in cui l’ente Zona ha preso l’impegno nei confronti degli enti esterni, oggi l’ARPAV, adesso non so come si chiamasse in passato, ma l’ARPAV per intenderci, da parte dei nostri soci non ci può essere nessuna ingerenza. Chiaramente le cose vanno gestite con buonsenso. Se noi riveliamo un’anomalia, dobbiamo parlarne immediatamente con il gestore in modo che si ponga rimedio.

Le due linee su cui si interviene su questo settore

  • il controllo della qualità dell’aria
  • il SIMAGE

Il controllo della qualità dell’aria i dati li riversa, in tempo reale, in dei contenitori, che sono degli archivi, dai quali l’ARPAV può, in qualsiasi momento, senza nessun intervento da parte nostra, attingere. Quindi sono a sua disposizione.

Per quanto riguarda il SIMAGE, quando l’abbiamo preso in carico; io vengo da un’esperienza industriale, di responsabilità, come direzione di stabilimenti, quindi sono abituato a capire che bisogna controllare anche se si è direttamente interessati a quella gestione. Nel caso del SIMAGE, ho introdotto un rapporto giornaliero in cui, tutti i giorni, tutto quello che succede, al di là dei verbali, che il capo turno della sala controllo deve fare,  per comunicare a tutti i gestori, al sottoscritto e al nostro direttore: quello che è successo, a chi è stato comunicato e perchè si sono prese certe decisioni. L’ARPAV lo sa e apprezza questo.

 

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