Il Fatto

Sergio Berlato, la nuova agenda 2030: focus su ambientalismo

Sergio Berlato: l'approccio green dell'Unione Europea avrà degli effetti devastanti se applicati sulla nostra economia e sul nostro territorio

Nuova puntata de “Il Fatto di Luigi Gandi” dal titolo “La nuova agenda 2030: focus su ambientalismo e animalismo”: lo sviluppo sostenibile, i grandi principi generali dell’ambiente della sostenibilità, lotta alla fame del mondo alla povertà e i grandi principi delle nazioni unite. Nel parliamo con Francesca Zaccariotto, assessore del comune di Venezia e l’onorevole Sergio Berlato.

Luigi Gandi: “Cominciamo con Berlato. Cosa si cela dietro l’agenda 2030 e con il fatto che nel 2035 le nostre case non varranno più nulla, non si potranno più vendere e affittare se non si investono soldoni. I nostri soldi in banca si svaluteranno perchè siamo già al 10% minimo della svalutazione cii danno interesse del 3.5% quindi in 10 anni su 1000 euro trovarsi con 3000 euro”.

Quindi cosa sta succedendo?”

Sergio Berlato: “Guardi io sono parlamentare europeo dal 1999, ho esperienza, sono al quarto mandato del Parlamento Europeo e ho visto l’Unione Europea emanare tantissime cose positive ma anche grandissime cialtronate. Tipo questo approccio green, tutto deve essere green, ma poi con effetti devastanti se applicati sulla nostra economia e sul nostro territorio.

Come per esempio il divieto di utilizzare motori termici quindi a benzina o diesel entro il 2035 in Europa, legandoci mani e piedi alle batterie elettriche che vengono prodotte dai cinesi per il 90% e quindi è folle fare scelte del genere che vanno a smantellare economia e industria europea a favore di economie e industrie che avranno il monopolio nella produzione e fornitura di questi prodotti.

Poi questi prodotti ci verranno dati alle loro condizioni e quindi legarsi mani e piedi su questa faccenda del green che è bello perchè non si inquina  e quindi andiamo tutti con auto elettriche con tutto ciò che ne consegue.

Case green

Poi un altra questione sono le case green e quindi l’obbligo tra il 2030 e il 2033, di portare ammodernamenti dal punto di vista dell’ efficientamento energetico di tutte le abitazioni. Questo comporta che soprattutto gli italiani che notoriamente sono quelli che più di ogni altro in Europa e mondo hanno investito sul mattone.

Per l’80% gli italiani hanno case di proprietà ma oltremodo a sfavore degli italiani arriva questa decisione. Perchè se non vengono messe a efficientamento energetico le abitazioni, queste escono dal mercato perchè non possono più essere ne affittate ne vendute”.

“Quindi uno dove mette i soldi se non compra più case, i soldi in banca si svalutano cioè non ti rendono la svalutazione?”

Sergio Berlato: “Ma se in teoria può essere condivisibile il fatto di ridurre il più possibile l’inquinamento e fare in modo da riuscire a rendere le nostre abitazioni ad inquinamento il più basso possibile. Ma ci vuole gradualità ed interventi con fondi pubblici.

Non e ammissibile che il provato sia costretto a spendere 50-70mila euro per ogni abitazione per arrivare a questa soglia di efficientamento energetico. Sarebbe una mazzata incredibile”.

Gandi: “Sui pannelli fotovoltaici se aumentano i prezzi se prima, io che sono l’utente finale,  3 kW costavano 10000 euro, adesso costano 20000, mi danno il 50%, torno al 10% e allora ne beneficia chi li produce e non l’utente finale”.

GUARDA ANCHE: Case green: quali rischi per i vecchi condomini?

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