La Voce della Città Metropolitana

Sebastiano Costalonga: i commercianti ambulanti di Piazza San Marco

In corso un'operazione titanica per mettere ordine nel mondo dei commercianti ambulanti di Piazza San Marco

In questa nuova puntata di La Voce della Città Metropolitana, ospite Sebastiano Costalonga, Assessore al commercio del Comune di Venezia. In corso un’operazione titanica di ordine nel mondo dei commercianti ambulanti di Piazza San Marco, Riva degli Schiavoni e Riva Sette Martiri.

Da molti anni si sta cercando di mettere ordine in quel mondo difficile, non solo gestito da italiani ma anche da extracomunitari, con molte violazioni. Soprattutto per questo motivo l’Assessore Costalonga si è trovato ad affrontare un’impresa ardua, al fine di evitare che si verifichino abusi.

Inizia oggi la sperimentazione.

“Sì, oggi è una giornata memorabile. Qualche presidente di associazione di categoria ha spiegato che era dal 1978 che cercavano di portare avanti questa iniziativa. Promessa anche da diversi candidati sindaci. Ovvero, dare dignità agli operatori di Piazza San Marco.”

Entriamo subito nel merito. Perché c’erano gli abusi? L’accusa più grande è che questi banchetti fossero troppo grandi rispetto alle regole. Perché accadeva questo?

“Innanzitutto è stato fondamentale che la mia idea sia stata sostenuta dalla sovraintendente, l’architetto Carpani, ovvero che è inutile mettere le regole se poi queste non possono essere rispettate nella realtà dei fatti. È meglio fare meno regole, ma più precise e attuabili. Da qui siamo quindi partiti chiedendoci: perché questi banchi da 1 metro per 1 metro non vengono rispettati?. Gli operatori per la sussistenza della loro attività erano costretti a violare le regole” ha detto Sebastiano Costalonga.

Ci si ritrova di conseguenza con veri e propri chioschi da 5 metri.

“Diciamo che le giunte precedenti hanno insistito sulle parole e non sui fatti. Le regole esistenti non erano decisamente attuabili. È necessario ragionare ed intervenire sul reale, soprattutto dopo il Covid. Diamo una misura reale, da 1 metro a 2 metri e mezzo, assicurando agli operatori di lavorare, e soprattutto controllarsi a vicenda. In questo modo si da loro la possibilità di essere in regola.

E questo riguarda Piazza San Marco. Per Riva degli Schiavoni e Riva Sette Martiri le regole sono un po’diverse.

“Il riordino di questi anni ha portato nel bacino una serie di banchetti con le stesse dimensioni ed ognuno aveva misure diverse. Adesso si è deciso di uniformare, nella logica che stabilendo una misura uniforme, si ha anche il controllo degli operatori. Ora la misura sarà di 3 metri, quindi più grande rispetto a Piazza San Marco. Non vogliamo che ci siano persone privilegiate perché posti in una posizione migliore. Abbiamo inserito anche una sorta di rotazione, ancora una volta per dare una stretta al rispetto delle regole.”

Stiamo parlando della vetrina della città, innanzitutto, e del decoro. Le foto di quei posti fanno il giro del mondo. È quindi importante che quei banchetti siano decorosi. Ne va dell’immagine stessa di Venezia e dell’Italia. Le immagini che partono da lì lanciano dei messaggi ben precisi.

Si punta anche al decoro dei banchetti, a migliorarli, abbellirli.

“Assolutamente. Questo è l’impegno e la promessa. Ci sono due cose fondamentali da mettere in campo: la prima è uniformare, ovvero un banchetto tipo che venga rispettato da tutti. La seconda sarà il nuovo regolamento, già scritto, riguardo l’abbigliamento, che dovrà anch’esso rispettare il decoro.”

L’abbigliamento è certamente legato al clima torrido dei mesi estivi.

“Anche questo riguarda la dignità dei lavoratori. Cercare di coprire con delle tende i banchetti, in modo da proteggere e riparare dal sole anche gli operatori stessi.”

A fine estate si potrà fare un bilancio dei risultati. Capire se effettivamente questo ragionamento troverà un’applicazione concreta.

“Un’altra iniziativa su cui sto lavorando, ovvero la fideiussione bancaria. Su questo c’è da lavorare, perché purtroppo ci sono delle regole che vincolano. Quando un veneziano viene colpito da una sanzione rischia di perdere la licenza, oltre alla perdita economica. Gli extracomunitari tendono ad evitare di pagare le sanzioni e le tasse. Introducendo questa fideiussione bancaria, l’extracomunitario che vuole intraprendere un’attività qui a Venezia deve versare una sorta di cauzione a garanzia.”

Con queste nuove regole gli operatori non si sentono più abusivi e posso tirare un sospiro di sollievo.

“È stata davvero una battaglia ardua ed è stato emozionante vedere il sollievo negli occhi degli ambulanti, che ormai avevano perso le speranze sull’idea di riuscire a ragionare in questi termini. Davvero una grossa soddisfazione, anche per il sindaco Brugnaro. Veder riconosciuto il lavoro importante della giunta per aiutare le attività in questo periodo. 15 milioni stanziati per il commercio, a sostegno e promozione dell’attività produttiva” ha concluso Sebastiano Costalonga.

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