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Sciopero benzinai: si sfila la FAIB che conta 7000 impianti

Prosegue lo sciopero dei benzinai, anche se settemila impianti da domani riapriranno. La categoria si è spaccata di fronti ai correttivi decisi dal governo. Intanto sono state registrate nuove speculazioni

Prosegue lo sciopero dei benzinai ed è stata confermata l’adesione già annunciata ieri dell’80% dei distributori di carburante.

FAIB termina lo sciopero, gli altri sindacati continuano

Il dato è stato diffuso dalla FAIB, che ha ridotto la durata dello sciopero a 24 ore anziché a 48. A differenza delle altre due sigle sindacali di categoria Fegica e Figisc-Anisa Confcommercio che continueranno fino al 26 gennaio.

FAIB soddisfatta dalla riduzione

La Federazione Autonoma Italiana Benzinai ha giudicato positiva la riduzione delle sanzioni, la razionalizzazione della cartellonistica sugli impianti e la convocazione di un tavolo in programma l’8 febbraio da parte del governo per affrontare finalmente l’illegalità contrattuale e il taglio dei costi per i pagamenti elettronici.

Richiesta di maggiori controlli

Le due associazioni di categoria, ancora in agitazione, invece continuano la protesta contro l’accusa di speculazioni e per chiedere maggiori controlli da parte della Guardia di Finanza nei 7000 impianti, che secondo le due associazioni sono gestite dalla criminalità.

Chiedono anche maggiori controlli sui 13 miliardi di accise che, sempre secondo le associazioni, vengono evase in Italia in un anno.

Rabbia degli automobilisti per il protrarsi dello sciopero

Intanto gli automobilisti, costretti a lunghe code nei distributori rimasti aperti, denunciano nuove speculazioni. Il Codacons ha attuato quanto annunciato ieri, ossia ha presentato un esposto per interruzione di pubblico servizio.

Leggi anche: Distributori: scatta la serrata, ma non tutti chiudono

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