Diego Calaon (Direttore scientifico dello scavo di Torcello) ci parla degli scavi di Torcello e di come,questi scavi,facciano capire come è nata Venezia.

Gli scavi di Torcello permettono di ricostruire le origini dell’abitato lagunare, scavare a torcello significa in qualche modo scavare nelle origini anche di Venezia.
Questi scavi hanno permesso di portare alla luce parti sostanziali di quello che è il porto tardoantico altomedioevale di Altino.

A Torcello quindi esistevano sia dei magazzini, ma anche un porto, e questo significa che gli altinesi non sono scappati in fretta e furia e sono andati a rifugiarsi a Torcello, proprio perché per costruire queste strutture ci è voluto tanto tempo.

Lo scavo dimostra che lo spostamento in laguna non avviene per fuggire dai barbari, ma avviene per le mutate condizioni geografiche, ma anche politiche che costringono gli investitori a costruire nuove strutture portuali, dove c’è sufficiente acqua per far attraccare le navi.

L’acqua è l’elemento fondamentale, è la chiave per capire perché quelle zone sono state popolate nonostante fossero inospitali.

Torcello corrisponde all’abitato di Altino. Attraverso i nuovi scavi e le nuove analisi sul DNA antico, si riuscirà a capire meglio la mobilità di queste comunità.

Un’altra risorsa importante oltre all’acqua fu lo sfruttamento degli schiavi, la capacità di organizzare la risorsa lavoro, quindi la risorsa produttiva sia localmente con schiavi, che potevano costruire le strutture portuali e mantenerle in attivo, ma anche come elemento di commercio.

Venezia a partire del XI e XII secolo commercia con Bisanzio, prima invece il porto di direzione principale era sicuramente Alessandria d’Egitto e questo lo capiamo vedendo i reperti e dalle fonti storiche.

D’estate vengono organizzati Aperitivi Archeologici, Visite Guidate, Eventi Speciali e Conversazioni a bordo scavo.

I fondi per la realizzazione dello scavo provengono da un importante progetto con fondi Interreg Adrion, denominato “Approdi”.

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