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San Sebastiano, il soldato a cui Venezia dedica una chiesa

San Sebastiano è uno dei soggetti più raffigurati nella storia dell’arte; a Venezia, come nel mondo, è possibile trovare la sua immagine.

Oggi è il giorno di San Sebastiano, la ricorrenza religiosa che si celebra ogni 20 gennaio in onore del martirio del militare romano. Di origine francese, venerato dalla chiesa Cattolica e Ortodossa per aver diffuso e difeso, fino alla morte, il cristianesimo. Santo Patrono della Polizia Municipale, spesso invocato come protettore dalla peste e ricordato iconograficamente come il martire trafitto dalle frecce; è così, infatti, che morì, nell’anno 288, per mano dell’imperatore Diocleziano. Questo personaggio della tradizione cattolica domina non solo le pagine dei libri ma è anche al centro di innumerevoli opere d’arte che confermano la sua importanza e la vastità del suo culto nel mondo.

Da statue a dipinti, da affreschi a disegni, il santo è uno dei soggetti più raffigurati nella storia dell’arte; soprattutto nel periodo rinascimentale. Ancora oggi, a Venezia, come nel mondo, è possibile trovare la sua iconica immagine in moltissime decorazioni. Altari, absidi o nicchie delle chiese, così come nelle sale dei più importanti musei.

San Sebastiano a Venezia

La Serenissima, che quest’anno festeggia l’anniversario dei 1600 anni dalla sua fondazione, dedica, infatti, al Santo Patrono degli arcieri una chiesa situata in campo San Sebastiano. Nel sestiere di Dorsoduro, eretta nello stesso luogo che ospitava, nel XIV secolo, un ospizio dei frati della Congregazione di San Girolamo. Dopo essere stato demolito, questo edificio ha lasciato spazio a quella che sarebbe diventata l’unica chiesa veneziana dedicata a San Sebastiano, innalzata in onore del Santo come ringraziamento per la fine della peste del 1464.

È solo nel 1505, però, che iniziano i lavori per la realizzazione dell’attuale Chiesa di San Sebastiano. Caratterizzata da una facciata classicheggiante che si contrappone a un interno rinascimentale e che custodisce sul suo altare due dipinti del Veronese, dedicati proprio a questa importante figura religiosa: La Madonna in gloria con i santi Sebastiano, Pietro, Caterina e Francesco, del 1562 e il Martirio di San Sebastiano del 1565.

In corso la mostra “Venezia 1600”

Oltre a questo luogo di culto, eretto proprio in onore del Santo, Venezia conserva, anche nei suoi musei, moltissime raffigurazioni di San Sebastiano; alcune tra le più iconiche della storia dell’arte. È proprio nella città lagunare, infatti, che si trova il San Sebastiano di Andrea Mantegna; custodito alla Galleria Franchetti a Ca d’Oro che ritrae il Santo nel momento della sua flagellazione fermando nel tempo tutto il pathos della sua morte. Così come il Trittico di San Sebastiano di Giovanni Bellini ospitato alle Gallerie dell’Accademia. Tra le altre rappresentazioni artistiche del Santo ce ne sono molte anche in vari musei della città come Ca’ Rezzonico, il Museo Correr o il Palazzo Ducale che, nella mostra “Venezia 1600”, attualmente in corso, espone proprio il San Sebastiano di Pietro Vecchia.

Sono tante anche le chiese veneziane adornate da dipinti, affreschi o statue dedicate a San Sebastiano. Fra queste la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo dove si può ammirare il Polittico di San Vincenzo Ferrer. Oppure la Chiesa di Santa Maria Formosa con Il Polittico di Santa Barbara di Jacopo Palma Il Vecchio o ancora la Chiesa di San Francesco della Vigna. Quest’ultima ospita La Madonna col Bambino, quattro santi e un donatore di Giovanni Bellini. Infine anche la Basilica di Santa Maria della Salute con il dipinto San Marco in trono di Tiziano insieme al San Sebastiano di Marco Basaiti e San Girolamo, San Rocco e San Sebastiano di Pordenone).

Una figura dominante nel mondo religioso

Considerato tra i principali difensori della Chiesa, nonché compatrono di Roma dopo Pietro e Paolo, Sebastiano è una figura dominante del mondo religioso e artistico che continua a raccontare la sua storia attraverso le opere d’arte di cui è protagonista e che Venezia conserva, con cura, ancora oggi.

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