Tema del giorno è lo scavo dei canali e della laguna senza i quali Venezia rischia l’interramento. A san giuliano si attende l’ok dell’Unione Europea.

L’apertura del salone nautico accende i riflettori sulla navigabilità dei canali. In tal proposito il sindaco Luigi Brugnaro ha illustrato in questi giorni il piano di scavo dei rii, in corso dal novembre scorso, con un costo di 3 milioni di euro, ottenuti con il patto di Venezia firmato dallo stesso sindaco con Renzi. Tale operazione consentirà ad una ventina di canali, per un totale di 4 chilometri, di tornare ad essere navigabili.

L’interramento della laguna

Il sindaco ha aggiunto che intende portare all’isola del Tronchetto il mercato ittico, questa manovra implica l’adeguamento dei fondali nell’area circostante per far passare anche le navi. L’interramento è stato realizzato fin dai tempi della Serenissima a causa del flusso e riflusso delle acque, al punto che gli sportivi di Punta San Giuliano guardano con apprensione lo specchio d’acqua antistante.

“Tempo due anni- ha dichiarato Paolo Cuman, un portavoce delle associazioni -e non potremo più navigare con barche a vela, e nemmeno con canoe e dragon boat se non si scava.”

Lo scavo dei canali

Per evitare il deposito dei fanghi, la soluzione è sgombrare gli archi del Ponte della Libertà dall’accumulo di detriti e di ostriche, che impediscono il passaggio dell’acqua e delle correnti. Proprio da lunedì scorso sono ripresi i lavori di scavo di altri 8 archi, che si aggiungono ad altri otto già scavati. Per il prossimo giungo si attende che l’Unione Europa decida se stanziare altri 8 milioni di euro per scavare altri 22 archi, ciò permetterebbe di ricreare un flusso corposo di acque di marea.

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