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Rincari sempre peggio: a rischio le piccole imprese

La guerra non accenna a finire e le associazioni di categoria delle piccole imprese prevedono mesi duri per i loro associati più fragili, perchè più piccoli e soprattutto più indebitati. L'allarme spazia dal fronte manifatturo a quello agricolo

Il rischio usura è dietro l’angolo. La preoccupazione sta aumentando soprattutto nel mondo delle piccole imprese agricole e manifatturiere. La Cgia denuncia un aumento dell’indebitamento delle famiglie del 5% nel Paese, e nel Veneto del 7% durante il periodo del covid. Prima del conflitto era già cominciata l’inflazione e con l’invasione dell’Ucraina, le sanzioni nei prossimi mesi, registreranno altri rincari. La Cgia nell’immediato chiede un potenziamento del fondo anti usura.

Andrea Vavolo, Ufficio Studi Cgia

“Di fronte a questa situazione di indebitamento, di difficoltà economiche e di sostenere la propria attività, può essere la difficoltà a ricorrere a finanziamenti ordinari e ufficiali tramite canale bancario. Quindi il rischio usura è dietro l’angolo. Si tratta di una spirale che può portare anche a non riuscire a ripagare il debito verso gli usurai. Infatti, nel frattempo gli interessi aumentano in maniera esponenziale. E’ quindi necessario che il governo vigili, che vengano potenziati strumenti già creati. Pensiamo al fondo per l’usura che è poco conosciuto che deve essere invece utilizzato in maniera più incisiva e forte, mettendo a disposizione in maniera massiccia e di liquidità”.

Rincari

La Cna avverte che nel fronte dei rincari, siamo solo all’inizio. Grano, mais, olio di girasole, fertilizzante, sono addirittura triplicati nel prezzo. Sarà però peggio in futuro, dato che in questo mesi, nei territori ucraini non si può procedere alla semina, e quindi non ci saranno raccolti. Secondo l’Associazione degli Artigiani, dobbiamo prepararci ad un aumento della pasta almeno del 10%, ma soprattutto delle farine del 38% di quelle del grano tenero e addirittura del raddoppio del prezzo per quelle di grano duro.

Matteo Ribon, Segretario veneto CNA

“La difficile situazione aggravata dalla crisi Russia-Ucraina ci deve convincere a ragionare in un ottica di sistema, partendo dall’agro-alimentare attraverso l’artigianato fino alla ristorazione. Infatti, tutti stiamo subendo un aumento esasperato dei prezzi. Questi si ripercuoteranno nei confronti del consumatore finale, che in questo momento farà difficoltà e dovrà limitari i propri acquisti.”

La ricetta secondo il Cna è quella di chiedere aiuti all’Europa e di puntare sull’autonomia alimentare.

“Noi siamo convinti che da questo punto di vista bisogna agire in un ragionamento di sostegno a livello europeo e ripensare anche il nostro modello, il nostro modus operandi, in un ottica di autonomia alimentare.”

A questo punto è d’obbligo capire che aria tira nel mondo dell’agricoltura, dove il direttore veneto di Coldiretti Marina Montedoro ha aperto un fronte contro le agromafie incontrando il prefetto di Venezia.

Marina Montedoro, Direttore veneto Coldiretti

“La prefettura ha dato una grande disponibilità e collaborerà con Coldiretti. L’obiettivo sarà cercare di coordinare le province proprio per consentire anche al singolo cittadino, laddove sappia che si verificano delle pratiche sleali e non corrette, di denunciare.”

Anche puntando sull’autonomia nel settore alimentare, la vigilanza è d’obbligo contro le pratiche sleali e per questo nel dicembre del 2021 è stato approvato un decreto che vieta acquisti sotto costo, imponendo contratti scritti e rispetto dei termini di pagamento. Tutte pratiche scontate nella sfera dell’illegalità, ma inesistenti dove opera la criminalità.

“Quello della produzione agricola è l’anello più debole della catena. Chi si trova a valle di questa figura molto spesso mette in atto una serie di pratiche che vanno a ledere gli interessi del sistema produttivo.”

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