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Rincari benzina: le procure mandano la finanza

I benzinai rimandano indietro le cisterne perchè la benzina costa troppo mentre oltre il confine il prezzo scende. Le procure venete aprono inchieste e sguinzagliano le fiamme gialle. Roberto Cingolani, ministro alla transizione ecologica oggi al Senato ha parlato di riduzione delle accise, ma sono gli speculatori il vero problema

Controlli sugli speculatori dei rincari della benzina. Sono scattati in queste ore i militari della guardia di finanza anche nel Veneto. Soppressione dei movimenti consumatori ma è una richiesta corale che arriva anche dal mondo della politica, delle imprese e delle famiglie. A Febbraio l’inflazione è salita al 5,7%, il livello più alto dal Novembre del 1995.

Calo delle accise

E il ministro Cingolani ha annunciato un calo dell’ammontare delle accise sulla benzina di 10-15 centesimi nei prossimi giorni e l’Eni, ha tagliato 5 centesimi al litro. Ma c’è il rischio che gli speculatori coprano questi buchi e anche per questo sono partiti i controlli delle Fiamme Gialle.

Rincari della benzina

Il Codacons ha presentato un esposto a tutte le procure venete per chiedere un’indagine sui rincari della benzina, gasolio e metano. Ingiustificati agli occhi di tutti. Sia rispetto alle quotazioni del petrolio di queste ore sia tenendo conto delle forniture anche se c’è una guerra in corso. Tanto che lo stesso ministro Cingolani ha parlato di truffa.

I prezzi salgono di giorno in giorno. Oggi la benzina self costa 2,03 euro al litro, ossia il 40% in più rispetto allo scorso anno. Il gasolio è cresciuto del 50 %. Eppure, anche ieri le quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo hanno chiuso in forte discesa.

Al punto che oltre all’Eni anche le compagnie petrolifere Tamoil e Q8 hanno tagliato il prezzo di 7 e 8 centesimi. Intanto, cominciano i furti di benzina; a Marcon ne sono stati denunciati una decina.

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