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Campanile di Mirano: appello per il restauro. Futura attrazione turistica

Il campanile del Duomo di Mirano rischia grosso se non arrivano donazioni. Il parroco promuove una colletta pensando di farlo diventare un'attrazione turistica.

Il campanile di Mirano da segni di cedimento e urge una raccolta fondi per il suo restauro. Da tempo l’intonaco scrostato lanciava segnali di degrado, ma la caduta di calcinacci sulle auto di recente, ha convinto il parroco a chiedere la valutazione della staticità dell’edificio e la diagnosi è stata un fulmine a ciel sereno. Il restauro non è più procrastinabile.

Le parole di don Artemio Favaro, parroco di Mirano

“È stata una sorpresa. Per quanto riguardava il duomo eravamo ben consapevoli della situazione ed era in programma il tentativo di risanamento mentre per il campanile la sorpresa è stata grande. Si sperava che la situazione non fosse così grande ma l’intervento è urgente sia all’esterno che all’interno”.

Restauro del campanile di Mirano

Da sola la parrocchia non ce la può fare, ed è cominciata la sensibilizzazione. Ci sarebbe una banca disponibile a dare una mano e c’è anche il bonus statale di cui approfittare. Abbiamo sentito a questo proposito Gianni Fardin, ex sindaco di Mirano: “Inizieremo la raccolta fondi da parte di imprenditori e imprese. Essendo un bene vincolato, tutte le erogazioni liberali che verranno fatte saranno deducibili dalle tasse”.

Una vista a cinquanta metri d’altezza dal campanile di Mirano

L’idea è di restituire un edificio al territorio che potrebbe essere aperto al pubblico una volta restaurato, per mostrare la vista a cinquanta metri d’altezza sulla splendida località miranese. “Potrebbe diventare un elemento di attrazione rifacendo in sicurezza tutto quello che è necessario. È una visita completamente nuova per Mirano: andare a visitare la città dall’alto è una novità assoluta”, spiega Gianni Fardin.

Patrimonio storico da preservare

“Prima che patrimonio ecclesiastico è un patrimonio storico e come tale va preservato. È una raccolta di memoria, esperienze, vita e storia vissuta”, conclude don Artemio Favaro.

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