La Voce della Città Metropolitana

Renzo Varagnolo: “l’economia portuale deve avere un futuro”

Renzo Varagnolo, segretario generale FILT CGIL Veneto, parla del futuro portuale toccando il tema delle grandi navi e crociere e del mose.

Esercenti in Piazza San Marco in ginocchio per l’assenza di turisti. E’ solo la punta di un iceberg di una crisi che tocca tutta la regione. Il dramma inizia nel porto di Marghera dove è calato il traffico delle merci e nel porto di Venezia dove non arrivano navi da crociera. Ne parliamo con il segretario regionale della filt-Cgil veneto Renzo Varagnolo

Renzo Varagnolo: “Abbiamo già fatto uno sciopero generale dei portuali con una manifestazione a Santa Lucia a Venezia”.

Le parole di Renzo Varagnolo, segretario generale FILT CGIL Veneto

“Le cause della manifestazioni riguardano: in primo piano, la  fase d’emergenza rispetto al lavoro che c’è in porto mentre in secondo piano, il momento in cui si deve decidere il futuro del lavoro portuale.

L’economia portuale è importante per la città ed è legata anche al mondo del turismo. Sul tema delle grandi navi e crociere è chiaro che Venezia ha una prospettiva importante. Questo tipo di economia ha un futuro.

In queste condizioni attuali viviamo una grande difficoltà legata al lavoro, come nel resto del mondo.

Non c’è solo una condizione sanitaria da tutelare per i lavoratori e le imprese ma anche il fatto che abbiamo forti ripercussioni, in termini negativi, con il commercio globale. Mediamente i conti che ci da l’autorità portuale parlano di un 10/15% del calo di lavoro rispetto al 2019.

Questione Mose

“Diciamo che si sta consumando una tempesta perfetta, definita da noi come allarme rosso. La sommatoria di mancate manutenzioni dei canali, come problema principali. Si parla del protocollo fanghi,  di scavi ma per ora non sta  avvenendo nulla. Qui si vive molto di annunci. La realtà è ben diversa.”

Il protocollo fanghi, di cui se ne parla da sette mesi, permette di sistemare la laguna sia in termini di manutenzione che di rispetto di sostenibilità ambientale.”

La problematica degli scavi

Le navi le stiamo perdendo a causa dei mancati scavi. La questione è l’accessibilità nautica, cioè nell’entrata delle navi. Non c’è la manutenzione dei canali costante e strutturata, come ordinaria manutenzione, quindi è inutile parlare di una profondità di 10/12 metri.

Le grandi navi non arrivano, le perdiamo. Arrivano solo quelle più piccole. Il porto di Venezia non si può candidare a navi da 16/17/18 metri, non sono compatibili con la nostra attività.

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