La Voce della Città Metropolitana

Renzo Mazzaro: anniversario dell’alluvione del Po e Covid

Anche questo venerdì Renzo Mazzaro commenta con noi le notizie della settimana

Eccoci qui con Renzo Mazzaro, il nostro commentatore del venerdì. Sentiamo quali sono le scorribande da 007 di questa settimana, del nostro carissimo amico.

Ciao Renzo, come stai?

“Ciao a voi, benissimo. Questa settimana è caduto l’anniversario dell’alluvione del Po. Il 14 novembre del 1951, ci fu la famosa rotta ad Occhiobello. In quell’area, alle 20:00 circa, il fiume ruppe in 3 punti differenti e tutta la massa d’acqua che si riversava in mare, invase la pianura e si verificò una situazione veramente disastrosa. Ci furono un centinaio di morti, 180.000 sfollati, con distruzioni di case e averi. Questa settimana, Il Mattino di Padova, ha intervistato uno scrittore: Ferdinando Camon, che all’epoca aveva 13/14 anni.

Ha raccontato che a casa sua arrivò una bambina di questa famiglie sfollate. Andò a prenderla nella piazza del paese, dove c’era la corriera con tutte le persone raggruppate, per una gara di solidarietà. Questa bambina aveva le scarpe rosse e lui ricorda di non aver mai visto un paio di scarpe rossa. Tornando a casa, passarono davanti al cimitero e la bambina esclamò ‘il campo santo’. Lui non aveva mai sentito questa parola soprattutto perché questa bambina parlava in italiano mentre loro parlavano in dialetto. In qualche modo ci hanno civilizzati.

Quando si sedevano a tavola, la bambina diceva “buon appetito” prima al padrone di casa e poi a tutti gli altri, usanza che a casa di Ferdinando Camon non si praticava all’epoca. È una circostanza che colloca questo avvenimento in un contesto dell’Italia degli anni ’50 come eravamo noi”.

“A proposito di anniversari, questa settimana, i giornali ricordavano anche un altro fatto. Il 14 novembre 1985, all’ospedale di Padova, il professor Gallucci fece il primo trapianto di cuore. Fu un fatto che cambiò completamente la cardiochirurgia in Italia. Chi sta cambiando noi, purtroppo, è il Covid-19. Sul Covid-19 ci sono un sacco di notizie” ha detto Renzo Mazzaro.

Soprattutto ultimamente il Covid-19 divide. In un momento in cui stavamo ripartendo, stavamo cercando di conviverci, siamo riusciti anche qui a tirar fuori un’ondata di odio. Cosa ne dici, Renzo?

“Sì, esattamente. Invece di dividerti attorno a fatti specifici, come capire che cosa è meglio fare, documentando anche chi non ha gli strumenti, siamo preda di una parte di persone troppo chiassose, che la mettono sullo scontro ideologico. L’ideologia non aiuta. Io che vengo da un periodo ideologizzato, posso dire che sarebbe il caso di fare marcia indietro sull’ideologia. Bisogna tener conto del punto di vista degli altri molto di più. Un fatto che mi ha colpito questa settimana è stato un reportage che hanno fatto i giornali Il mattino di Padova, La Nuova Venezia, la Tribuna di Treviso, il Corriere delle Alpi, che hanno mandato un giornalista a fare dei servizi nelle corsie dell’ospedale di Padova, dove ci sono ricoverati i malati di Covid.

L’assurdo è che una signora No-Vax, che è lì da almeno 15 giorni e che stava venendo fuori con fatica dall’infezione, ha commentato ‘meglio malati che vaccinati’, ‘meglio intubati che vaccinati’. Io resto basito da queste cose, non so cosa dire. Intubati vuol dire che ti sedano e vieni spedito nel mondo dei sogni. Sei praticamente morto. Ogni 6 ore ti girano per evitare piaghe da decubito.

Quando vieni fuori da questa malattia, perché riesci in qualche modo a respirare da solo, ti trovi i muscoli atrofizzati, è una situazione dolorosissima. C’è bisogno di fisioterapia per recuperare. Senza tener conto che uscendo dall’ospedale ti puoi portare anche i postumi del cosiddetto “Long Covid”. Sono cose che ti possono rimanere perfino per sempre” ha detto Renzo Mazzaro.

Non c’è niente da fare, è un muro! Alcuni sono addirittura infarciti di idee di alieni che vogliono invadere la Terra, di gruppi mondiali che stanno complottando per decimare la popolazione perché è troppa e il pianeta è troppo popolato…

“Basta per piacere. Io mi rifiuto di confrontarmi in questo terreno. In effetti, una cosa che spinge a cercare di prendere il largo da questa situazione, è quello che succede a Santa Lucia di Piave, dove il sindaco, che è anche un medico, è stato radiato dall’ordine dei medici, dal fatto che lui sia un No-Vax” ha detto Renzo Mazzaro.

Lui è stato radiato perché accusato di fare una pubblicità negativa.

“Sì, però lui è sotto inchiesta da una commissione dell’Ulss che non l’ha sospeso. Come minimo, se c’è una situazione tale per cui c’è una proposta di radiarti, dovrebbero sospenderti. No, non è stato sospeso e non si capisce perché”.

Si capisce perché la burocrazia dell’ordine è lunga. Ci vuole un altro organismo che rettifichi la radiazione e quindi passeranno un po’ di mesi o anni. Lui fra 6 mesi va in pensione perciò tutto sommato se la casa.

“Capisco l’ordine e capisco che sia giusto andare con i piedi di piombo, ma non capisco l’Ulss che invece, con una commissione che è al lavoro da parecchi mesi sul suo caso, non ha preso neanche il provvedimento di sospenderlo. La sospensione non vuol dire niente se non che ti vieto, per il momento, di esercitare.

Lui per altro, dice ‘Non faccio altro che curare a casa le persone’. Se qualcuno vuole vaccinarsi non è che lo scoraggia, ma gli indica anche dove andare. È un cortocircuito pieno di cose misteriose che io consegno a chi vuole ascoltarlo perché non capisco”.

“Un altro elemento che si presta a discussione tremende, perché regolerà le abitudini di vita, è il fatto che, i presidenti di regione, stanno discutendo con il governo se procedere ad un lockdown solo per i non vaccinati” ha detto Renzo Mazzaro.

Certo. Qui ci sono i costituzionalisti, il garante della privacy, c’è un po’ di tutto.

“Dicevamo prima fuori onda, che il garante della privacy dice che non sarebbe corretto. Io allora posso opporre un costituzionalista che si chiama Mario Bertolissi, intervistato questa settimana che dice che non solo sarebbe giusto, ma è più che giusto praticare comportamenti diversi in presenza di situazioni diverse. Sarebbe costituzionalmente corretto applicare comportamenti diversi (lockdown) a chi non si vaccina”.

Sì perché si pensa alla tutela della salute. Qui bisogna capire se la tutela della salute viene prima della libertà, dell’uguaglianza e della parità di diritti.

“Ne avranno da discutere i famosi ‘decisore’ e vedremo come”.

“Un altro argomento molto delicato, che si è fatto largo questa settimana, è l’allarme sociale provocato dalle rapine in casa. Da queste irruzioni di bande e di predoni che hanno pianificato questi furti e rapine in casa, addirittura con ostaggi, quindi con sequestro di persona. Sono situazioni piuttosto gravi”.

Sono i predoni del terzo millennio che si comportano come nel Medioevo.

“Esattamente, soltanto che non vorremmo essere il gregge abbandonato, con i lupi che arrivano dall’Ex Jugoslavia, come si diceva anni fa, e che poi se ne tornano a casa dopo averci depredati. Noi siamo praticamente indifesi. Qui bisogna tener presente che questi episodi creano un fortissimo allarme sociale. Magari possono essere anche ridotti di numero, come sono in questo momento, però ogni persone si riconosce nella persona depredata e anche se non hai una villa o una ricchezza che puoi esibire, tu ti riconosci sempre. È un’entrata nel tuo spazio vitale, non c’è niente di più intimo della propria casa”.

Ti scopri fragile. Ti scopri quasi più fragile di quanto ti sei scoperto con il Covid.

“Senz’altro. Qui è coinvolta direttamente la persona e conosci l’aggressore. Pensi che ti possa entrare dalla finestra, dalla porta o da qualunque parte. Deve destare attenzione da parte delle istituzioni. Ci sono state riunioni o quant’altro, ma solitamente queste faccende finiscono con i politici che adoperano gli argomenti personali sulla testa dell’avversario politico (e viceversa). Qui bisogna mettere mano rapidamente ai fatti. Sono i fatti che possono tranquillizzare le persone. Potenziare le Forze dell’Ordine con mezzi, con uomini, per arrestare le bande”.

Certo.

“C’è una notizia molto più tranquillizzante ed è quella che prima o poi nevicherà e si potrà sciare Covid o no, che ci sia o no il lockdown, perché lo scii di fondo sarà possibile, com’era possibile l’anno scorso. In questo contesto mi piace ricordare che questa settimana, una delle notizie è state che in questa stagione invernale riaprirà il Centro Fondo di Campomulo sull’altopiano di Asiago. È la più grande pista esistente in Italia, sono 150 Km di piste collegate che erano chiuse da 3 anni. Non soltanto saranno riaperte ma saranno allungate di 50 Km, in un disegno che punta a creare un anello di 300 Km in un paio d’anni, in modo da consentire anche agli appassionati di sci di fondo, di poter fare la settimana bianca anche con lo sci alpino”.

È un’idea bellissima, che rientra perfettamente in questa cosa delle distanze del Covid. Non si può impedire di andare a fare sci da fondo anche in piena pandemia.

“Si potranno anche fare passeggiate. Verranno battute piste per camminare. Quindi si potrà andare nei boschi. Nello sci di fondo magari parti con diverse persone, ma poi giri l’angolo e sei in mezzo al bosco da solo. Ogni 30/40 Km sarà possibile, per chi vorrà, fermarsi in un albergo, dormire e riprendere il giorno dopo”.

Fantastico. Ci fai voglia di evadere, Renzo.

“Questo lo si deve ad un imprenditore di Treviso di nome Bruno Zago. È una persona che investe del denaro per il benessere suo e per il benessere altrui. La domanda che gli ho fatto io è ‘Quand’è che pensa di rientrare in questa spesa?’ e ha risposto ‘Non voglio rientrare, voglio mettere questa attività in grado di mantenersi da solo. Ho investito i miei risparmi per piacere. Ho capitalizzato'” ha detto Renzo Mazzaro.

Il tempo è tiranno. Renzo so che tu vuoi concludere con un’ultima notizia.

“C’è una notizia molto importante ovvero che Luca Zaia ha informato che ha scritto un libero che si chiama ‘Ragioniamoci sopra’. Lui utilizza Crozza che lo prende in giro, come rilancio. È geniale questa cosa. Tutti i giornali ne hanno parlato, in particolare il Corriere della Sera. Gli hanno chiesto che cosa decideranno per il lockdown e lui ha risposto che è una decisione che si prenderà insieme agli altri governatori”.

Lo sapevo! Tu non volevi dire niente ma volevi solo dire che non si deve più dire “governatori”

“Ma presidenti”. Non ti puoi sbagliare Luca. Tu non fai il chirurgo o l’architetto ma fai il presidente di regione. Basta anche per questa settimana” ha concluso detto Renzo Mazzaro.

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