La Voce della Città Metropolitana

Renato Boraso: “ACTV rischia di finire sul mercato”

Grande assalto a Venezia. Non si vedeva una Venezia così piena da più di un anno. I turisti sono tornati e ora si tratta di capire chi sono e da dove vengono e cercare di attrarre il meglio per la città. I trasporti in tutto ciò giocano, ovviamente, un ruolo fondamentale.

Sono tornate le folle a Venezia facendo tirare un sospiro di sollievo e ristoranti ed esercenti, ma non ci siamo sul fronte della mobilità. Lunghe code agli imbarcaderi per i vaporetti che viaggiavano con non più di 30 persone a corsa. La tensione tre utenti ed equipaggio è forte. Non ci sono fondi per aumentare i mezzi. Ne parliamo con l’assessore alla mobilità Renato Boraso.

Domenica 23 marzo: Venezia ripopolata

Giornata estremamente positiva per l’afflusso quindi, anche riconfermato dall’Assessore alla mobilità del Comune di Venezia, Renato Boraso. Anche il turismo sembra essersi un po’ rianimato: “Il turismo è tipicamente veneto ma anche di paesi europei confinanti – dice l’assessore – . E’ ancora un turismo legato all’afflusso di un weekend. Però incoraggia chi vive di turismo”..

La grande questione della diminuzione delle corse

Oltre ai grandi afflussi e alla Voga Longa, domenica c’è stato anche qualche disagio: “dei disagi ci sono stati, ma organizzare il servizio pubblico quando non si riesce bene a capire le quantità non è facile”, continua Renato Boraso.

Infatti, ora se si verifica un grande afflusso di gente, il problema che si crea è che non ci sono più le corse dei tempi pre-pandemia.

“Da questo weekend sono state rinforzate le corse di acqua e di terra – afferma l’assessore Renato Boraso -” .

Ci sono, però, anche disagi di altra natura, soprattutto legati alle tensioni fra l’ACTV e i suoi dipendenti : “I rapporti fra l’azienda e molti lavoratori sono tesi e quindi qualche disagio può ancora esserci”.

A riconferma di queste tensioni, i già stati tanti scioperi, di cui uno ha bloccato il Ponte della Libertà e ha costretto il Prefetto a intervenire per redarguire le organizzazioni sindacali.

A che cosa sono dovute le tensioni?

Si può dire che i punti siano essenzialmente due: la parte integrativa che l’azienda dice di non riuscire più a pagare e le turnazioni delle corsi che non son più state ripristinate come prima.

“Per il momento è stata esclusa la parte economica, anche per calmare la tensione – continua l’assessore – . Il tema di oggi è la rivisitazione della turistica, che ha aumentato di alcuni minuti gli orari lavorativi. Ma comunque, si stanno ancora avendo grosse difficoltà nel trovare un accordo fra sindacati e azienda.”

Renato Boraso ribadisce anche l’impegno del sindaco stesso in merito alla questione e all’impegno di tutti per  salvare i posti di lavoro ed evitare di portare l’azienda sul mercato.

L’azienda sta rischiando davvero?

“In 2 anni son spariti quasi 160 milioni, siamo già a giugno e di turisti non se ne vedono. Speriamo che nei prossimi mesi migliori”.

Molti stagionali non sono più stati assunti

“Ovviamente, stiamo risparmiando su tutto in maniera corretta”.

C’è stato un incontro con il Ministero dei Trasporti

“C’è stato un incontro per far spiegare la specialità di Venezia. C’è una grossa differenza tra trasporto su acqua e trasporto su terra.

Siamo sempre riusciti, anche grazie agli introiti del turismo, a tenere questo equilibrio anche perché da Roma son sempre diminuiti i fondi per il trasporto locale. Quando è capitata questa disgrazia, il CoViD, l’equilibrio si è rotto.

Dobbiamo tenere in piedi questa azienda anche per il bene dei dipendenti”.

Quindi è Roma che deve dare fondi o i lavoratori a rinunciare alla parte integrativa dello stipendio?

“Non è così in questo momento. Abbiamo chiesto l’aumento della turnistica ma abbiamo sospeso la riduzione della parte finanziaria. Vuol dire recuperare qualche milione”.

Quindi sostituire gli stagionali con i chi già lavora?

“È evidente, anche altre città fanno e così. L’unica alternativa è sperare che Roma copra i mancati introiti, non solo per noi. Non ho molta fiducia e non vedo segnali per i ristori da questo governo”.

Se si trovasse un accordo con i sindacati, tornerebbe la regolarità?

“In questo caso troveremmo un modo per ristabilire i servizi, però, per ora, non riusciamo a venirci incontro”.

Non è solo questione di orari, ma anche di mezzi pieni, giusto?

“Il contingentamento rimane e questo implica dei seri disagi. Ci auspichiamo che nei prossimi giorni, con l’arrivo dell’estate, il Covid ci abbandoni e ci permetta di aumentare la percentuale di capienza”.

Ci sono gravi perdite economiche nei servizi?

“Ci sono alcuni servizi, come il tram o il ferry boat, che sono in perdita: oscillano tra i 4 milioni e gli 8 milioni annui. Il tram, ad esempio, perde soldi a causa della gestione. L’introito medio erano 40 mila euro e ci consentivano di pagare la rata mutuo di circa 460 mila euro, ma non ci permettevano di pagare personale, manutenzione, eccetera. Un discorso analogo vale per il ferry boat, che non viene ripagato dall’utilizzo che ne viene fatto”.

Per il momento non si vede la luce in fondo al tunnel?

“Per ora i numeri sono chiari e non sono positivi. È però necessario essere ottimisti, ci sono i presupposti per guardare al futuro con fiducia poiché le vaccinazioni proseguono, il clima caldo sta arrivando e Venezia è la città più bella del mondo. Chiedo però al mondo sindacale e all’azienda di fare un passo indietro per farne due in avanti. È interesse di tutti noi navigare nello stesso senso, altrimenti non siamo cittadini e nemmeno un capoluogo degno del Veneto”.

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