Il 6 marzo la Regione Veneto definirà la data del quinto referendum per la separazione di Venezia Mestre. L’annuncio effettuato dall’avvocato che rappresenta la Regione è stato un vero colpo di scena.

L’avvocato ha, infatti, effettuato l’annuncio durante l’udienza al Tar sulla meritevolezza del referendum Venezia Mestre, decisa dal consiglio regionale e impugnata dalla Città metropolitana e dal Comune di Venezia su indicazione del sindaco Luigi Brugnaro. L’avvocato, contemporaneamente, ha chiesto il rinvio dell’udienza al 21 marzo.

Secondo i sostenitori del SI si tratta di una mossa elettorale per ottenere consensi, ma anche di una fine manovra politica per allungare i tempi.

Scontata la contromossa della Città metropolitana e il Comune di Venezia. Si tratta di aprire un nuovo iter giudiziario e di impugnare la nuova delibera della regione quando sarà emessa con la data del referendum. Nuove scartoffie che si aggiungono all’impugnazione di quella sulla meritevolezza e sulla popolazione votante (i soli residenti del Comune di Venezia, per la Regione) già presentati dalle amministrazioni locali. La posizione del sindaco Luigi Brugnaro è chiara, la legge del rio che ha costituito le città metropolitane prevale sulla legge regionale e non può essere Palazzo Balbi a decidere sulla separazione di un territorio unito da una legge successiva.

L’avvocato Marco Sitran, del comitato per il SI referendario, è di tutt’altro avviso. Dubito – ha detto – che una legge ordinaria come la Delrio (56/2014) possa prevalere sui poteri che la Costituzione riserva alla Regione in materia di modifiche circoscrizionali comunali (art. 133).

I separatisti, intanto, si stanno rimboccando le maniche. Ci sperano per maggio, se la data del referendum sarà effettivamente stabilita il 6 marzo. Probabilmente – nuovi ricorsi permettendo – si dovrebbe andare al voto in maggio, dopo 45 giorni di “campagna elettorale”.

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