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Referendum per la separazione Venezia – Mestre è legittimo

Torna il dibattito sulla separazione di Venezia da Mestre. Il Consiglio di Stato ha riportato la palla al centro nella partita tra i movimenti separatisti e il comune di Venezia e ora Luca Zaia si troverà alle prese con un altro fronte autonomista

Il referendum per la separazione in due Comuni autonomi di Venezia e Mestre è legittimo. La sentenza è del Consiglio di Stato che è uscita in queste ore facendo tornare la palla al centro tra movimenti separatisti e Comune di Venezia.

Luigi Brugnaro aveva vinto il primo step il 14 agosto del 2018 ottenendo ragione da una sentenza del Tar. Giudizio che stamane è stato ribaltato dal consiglio di stato. Ora diventa possibile la consultazione sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare. Se Luca Zaia emetterà la delibera per indire il referendum per la separazione.

Il referendum per la serparazione

Speriamo nei tempi tecnici – ha dichiarato Marco Sitran tra i principali promotori del referendum nel centro storico veneziano  – 45 giorni di tempo – dice – c’è tempo per farlo prima delle comunali. Potrebbe essere verosimile il periodo di dicembre per fissare la consultazione referendaria».

Il Consiglio di Stato ha bocciato quanto deciso dal Tar perchè ha spiegato in una nota dall’eventuale esito favorevole del referendum non discende automaticamente che il capoluogo della Città metropolitana divenga Mestre e che a causa di questo il referendum sia inammissibile». «Negando il referendum continua la sentenza si avrebbe una discriminazione dei cittadini interessati, che verrebbero privati del diritto costituzionale di esprimersi sul cambiamento dei loro assetti comunali».

La sentenza

La sentenza del Consiglio ci soddisfa ha dichiarato Stefano Chiaromanni del movimento Autonomia di Mestre – È articolata e ci dà ragione su tutto: il referendum è legittimo, votano i residenti del solo Comune di Venezia, manca la parte di Zaia, cioè la delibera per indire il referendum.

La Separazione tra le due città sta appassionando in entrambi i centri, perchè sia veneziani che i mestrini ritengono che i problemi delle due città siano così diversi da richiedere sindaci diversi.

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