E’ scontro aperto con la regione il giorno dopo il debutto della richiesta del reddito di cittadinanza. Mancano i tutor, ossia i famosi navigator e le domande per il momento non sono moltissime soprattutto nel Nord Est

Non c’è ressa per il reddito di cittadinanza nel Nord Est d’Italia. Alcuni Caf sono al lavoro più di altri, ma in generale in Italia nel primo giorno utile per presentare le domande si è fatto avanti meno del 2% dei 2,7 milioni di aventi diritto ossia in 40 mila.

Per quanto riguarda il Nord est nei Caf Cisl sono stati presi 1400 appuntamenti nel Veneto e 800 in Friuli venezia Giulia, mentre i Caf della Cgil del Friuli hanno dichiarato di aver registrato prenotazioni fine a fine aprile. Il record con oltre 5 mila domande è stato registrato in Campania, Lombardia e Puglia. Bisognerà comunque attendere i prossimi giorni per capire il fenomeno.

Secondo gli addetti ai lavori l’afflusso dovrebbe aumentare con l’approssimarsi della scadenza del 25 marzo. L’Inps comunque ha chiarito che la card verrà consegnata dopo il 19 aprile e gli aspiranti al reddito verranno a conoscere il verdetto dal 15 aprile in poi.

Intanto è arrivato l’allarme anche dalla Cei attraverso l’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro. “Ricerche internazionali. Ha dichiarato il direttore dell’Ufficio Bruno Bignami – confermano che misure di sostegno al reddito non hanno successo se l’ammontare è vicino al reddito percepito lavorando e una simile elargizione dunque potrebbe attenuare la spinta a cercare lavoro. Inoltre le aziende potrebbero dare precedenza ai detentori del reddito per beneficiare degli aiuti lasciando a casa i neolaureati o i neodiplomati in cerca di lavoro e mantenuti dalle famiglie.

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