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Rapporto Statistico 2020: cercasi laureati nelle materie scientifiche

La voglia di ripartire nel Veneto non è mancata durante i due anni di Covid. Le delocalizzazioni e le chiusure sono tate compensate da nuove aperture e ripartenze, anche se ci sono nodi strutturali legati ad esempio alla formazione, mancano soprattutto laureati in materie scientifiche. Lo rileva il 18° Rapporto Statistico della regione sui due anni di Covid

Sulla formazione e sull’istruzione il Veneto deve ancora galoppare parecchio per raggiungere l’Europa, anche se il resto del paese non sta meglio, anzi. Secondo i dati del 18° Rapporto Statistico della Regione Veneto redatto nel 2021 e riguardante i due anni caratterizzati dall’emergenza Covid, le nuove generazioni sono cresciute tra luci e ombre nella Regione.

Rapporto Statistico

Cominciamo dagli asili nido così importanti per l’età evolutiva dei bimbi, per garantire alle donne di dedicarsi ad un’occupazione. Nel 2019 in Veneto, il numero di posti negli asili nido è stato di 30,6 ogni 100 bambini 0-2 anni, superiore alla media nazionale 26,9 ma al di sotto dell’obiettivo fissato dal Consiglio Europeo, 33.

Abbandono scolastico

Altri nodi sono emersi nella fascia d’età che va dai 18 ai 24 anni, dove l’abbandono scolastico ha raggiunto il 10,1%, al di sotto della media nazionale del 13,1%. Ma è una magra consolazione, perchè questa fetta di popolazione anche se inferiore a quella delle altre regioni italiane, ha aumentato la percentuale di Neet che nel 2020 è salita al 14,7%, ossia coloro che non hanno un lavoro. Ancora, comunque, la media è più bassa di quella italiana pari al 23,3%.

Tra chi studia e lavora nella Regione c’è dunque un gap positivo nei confronti del paese, ma negativo con il resto dell’Europa. In Veneto negli anni della pandemia, il 24% della popolazione possedeva competenze digitali elevate contro il 33 medio europeo.

Lauree

Non è andata meglio per le lauree. Nella Regione il 33% dei giovani nella fascia 30-34 anni era laureato. Il 28% in Italia, a fronte del 41% della media europea. Mancano i laureati e soprattutto nelle materie scientifiche. Le aziende cercano soprattutto personale formato in queste discipline. Mancano ragazzi ma soprattutto ragazze che continuano a brillare per l’assenza.

In Veneto le facoltà scientifiche e tecnologiche sono scelte dal 14% dalle ragazze e dal 43% dei ragazzi. Infine, nel 2020, ha esordito con maggiore forza nel mondo del lavoro, la parola chiave “flessibilità”, almeno il 64% della quota di assunzioni andata a buon fine. C’è da riflettere.

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