Venezia Jazz Festival presentato il programma della XII edizione

Venezia Jazz Festival

Nuova edizione di Venezia Jazz Festival, in programma dal 27 giugno all’11 luglio. Cuore del programma, due serate imperdibili al Teatro La Fenice, con la celebrazione dei 50 anni della casa discografica ECM (7 luglio) e il ritorno sulle scene Dee Dee Bridgewater con il suo omaggio alla Francia e a Josephine Baker (8 luglio).

50th Anniversary of ECM

Per il “50th Anniversary of ECM”, in scena in un’unica, straordinaria serata, tre artisti rappresentativi della storia dell’etichetta di jazz e musica contemporanea, fondata da Manfred Eicher nel1969. Si tratta del maestro di oud tunisino Anouar Brahem, del poliedrico polistrumentista brasiliano Egberto Gismonti, dell’inossidabile Enrico Rava, artisti e maestri diversissimi fra loro, accomunati da quel suono e quella filosofia che rende ECM riconoscibile nel mondo.

Con “The astounding eyes of Rita”, l’album dedicato alla memoria del poeta palestinese Mahmoud Darwish (1941-2008), del quale ricorrono i dieci anni dall’uscita, il virtuoso del liuto della tradizione orientale Anouar Brahem (oud) propone un nuovo ensemble con Klaus Gesing (clarinetto basso), Björn Meyer (basso) e Khaled Yassine (darbouka, bendir). Dal ricco repertorio del jazz (John Surman, Dave Holland, Jan Garbarek e Jack DeJohnette sono alcuni dei solisti caduti sotto i suoi incantesimi melodici) alle diversificate tradizioni mediterranee ed orientali (dalla nativa Tunisia ai confini di India ed Iran), la musica di Anour Brahem rigorosa ma sensibile ridefinisce constantemente un intelligente universo composito di poesia e cultura, che cerca sempre un equilibrio tra discrezione e sensualità, nostalgia e contemplazione.

In una delle sue rare apparizioni italiane, performance di piano solo e chitarra per il formidabile Egberto Gismonti, uno dei più apprezzati ambasciatori del Brasile e delle sue contaminazioni musicali. Il settantaduenne compositore, figlio di una siciliana e di un libanese, rappresenta un unico tra influenze classiche, lo sconfinato patrimonio musicale brasiliano e le tradizioni indigene della selva amazzonica. Ha composto musica per il cinema, il teatro e la televisione e realizzato più di sessanta dischi, registrando anche con illustri nomi della musica internazionale come Charlie Haden, Jan Garbarek, Naná Vasconcelos.

Enrico Rava

Alla soglia degli 80 anni,  Enrico Rava ha voluto pensare ad una Special Edition,  raggruppando  i musicisti che più gli sono stati vicino negli ultimi anni,  per rivisitare i brani più significativi della sua carriera, rivisti in un’ottica odierna, ed interpretare  nuove composizioni scritte per questa occasione. Sono Francesco Bearzatti (sax tenore), Giovanni Guidi  (pianoforte), Francesco Diodati  (chitarra), Gabriele Evangelista (contrabbasso), Enrico Morello  (batteria).

Dee Dee Bridgewater

A calcare il palcoscenico del Teatro La Fenice, l’altra protagonista del festival, Dee Dee Bridgewater. Con Ira Coleman (basso), Louis Winsberg (chitarra), Marc Berthoumieux (fisarmonica), Minino Garay (percussioni), la grande voce del jazz riporta sulle scene “J’ai Deux Amours”. Con questo progetto rende omaggio a quella che è stata la sua casa per 17 anni, la Francia, con una serie di brani strettamente collegati alla carriera ed alla vita di Josephine Baker, la famosa performer statunitense naturalizzata francese. Il concerto celebra anche famosi chansonniers dell’epoca come Edith Piaf e Charles Trenet (8 luglio).

Il viaggio di Venezia Jazz Festival si svolge nei luoghi più affascinanti della città, dagli hotel di charme ai teatri, dalle isole della laguna alle chiese.

Apertura del Venice Jazz Festival

Tradizionale apertura nella suggestiva altana dello Splendid Venice Hotel, con il tributo ad Astor Piazzolla di Andrea Dessi (chitarra) e Massimo Tagliata (fisarmonica), appassionati interpreti del tango e della musica argentina (27 giugno).

Pipe Dream

Pipe Dream è il frutto di una collaborazione internazionale tra Hank Roberts, violoncellista leggendario, e quattro tra i musicisti più creativi e trasversali della nuova scena italiana, Pasquale Mirra, Zeno De Rossi, Giorgio Pacorig e Filippo Vignato, uniti in una formazione dal suono singolare, capace di spaziare tra atmosfere cameristiche, echi africani, new music e folk-rock statunitense (Sale Apollinee, 30 giugno).

Hank Roberts

Hank Roberts è anche il protagonista di un workshop sull’arte dell’improvvisazione (1 luglio, Caos Studio), con un saggio finale in programma alla Chiesa della Pietà (2 luglio).

Jon Balke

Performance di piano solo per l’architetto dei suoni, Jon Balke, poliedrico pianista e compositore norvegese, seguita dal duo con il trombettista e compositore di confine Giorgio Li Calzi (Sale Apollinee, 4 luglio).

Workshop

Nel festival, ancora spazio alla formazione con il rinnovato workshop dedicato alle apparecchiature Moog ed ai sintetizzatori elettronici, diretto da Enrico Cosimi, all’Isola di San Servolo, battezzata per l’occasione  “The Island of Electronicus” (2-6 luglio), con un grande evento finale: in scena Alexander Robotnik, al secolo Maurizio Dami, produttore musicale italiano, uno dei pionieri della disco italiana, autore di Problèmes d’amour (1983), vero inno dell’italo-disco (5 luglio).

Luciano Biondini e Mosè Chiavoni

La Chiesa della Pietà ospita il duo del fisarmonicista Luciano Biondini e del clarinettista Mosè Chiavoni. Insieme hanno dato vita, nel 1998, al Duo Malastrana, caratterizzato da una forte ricerca espressiva sulla musica klezmer. Presentano “Rosso” (9 luglio).

Musiche ed atmosfere di estrema eleganza e raffinatezza, sonorità del nord Europa con rarefatte atmosfere dell’artico si mescolano di Mediterraneo e si contaminano di sonorità italiche e balcaniche, grazie al bandoneista marchigiano Daniele di Bonaventura, in duo con il norvegese Arild Andersen, musicista incredibile, un maestro del contrabbasso e colosso della ECM (T Fondaco dei Tedeschi, 11 luglio).

Laguna Libre, l’osteria della cultura in Fondamenta Cannaregio, è il jazz club del festival, con un ricco programma di “Waiting for…” e durante i giorni della manifestazione.

Il viaggio continua anche nella Città Metropolitana di Venezia con Venice Met Fest.

EM4NCIPATION

Con “Step Lively,” il nuovo singolo di EM4NCIPATION, la band italiana per la prima volta dalle radici jazz si muove verso la contaminazione con la cultura hip hop e rap, con suoni della metropolitana di New York, seguiti da un beat campionato dal sapore volutamente 80’s e lo spoken word di Yah Supreme, rapper e artista di Brooklyn. Sono alcuni fra i vincitori del Premio Tomorrow’s Jazz di Veneto Jazz, ovvero Alessandro Rossi (batteria), Andrea Lombardini (basso), Massimiliano Milesi  (sax), Massimo Imperatore (chitarra), al Giardino Municipale di Fiesso D’Artico, il 12 luglio.

Mi Linda Dama

A Villa Widmann, a Mira, in scena il trio Mi Linda Dama, con la sua musica di ispirazione mediterranea, composizioni proprie e canti della diaspora sefardita, con arrangiamenti originali volti ad enfatizzare le molte culture in essa confluite (18 luglio).

California Jazz Conservatory

Infine, il festival fa tappa a Chioggia, dove propone la California Jazz Conservatory, numerosa formazione studentesca in viaggio in Europa, con repertorio della grande tradizione jazzistica (Piazzetta Vigo, 15 luglio); e un’anteprima esclusiva del nuovo progetto discografico del quartetto del giovane chitarrista Luca Zennaro, con Michelangelo Scandroglio (contrabbasso), Jacopo Fagioli (tromba) e Mattia Galeotti (batteria), e un ospite speciale, una delle giovani promesse del jazz italiano, il pianista Alessandro Lanzoni (Giardino dei Grassi, 31 agosto).

Direzione artistica

La direzione artistica del Venezia Jazz Festival 2019 è a cura di Giuseppe Mormile.

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