Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, è venuto a portare la sua testimonianza sul palco del cinema teatro Italia di Dolo, in occasione del proemio samaritano

Il buon samaritano è chi, ai giorni nostri, non gira la testa dall’altra parte, come Pietro Bartolo, responsabile del presidio sanitario di Lampedusa. Bartolo si è presentato sul palco del cinema teatro italia per portare la sua testimonianza in occasione del proemio samaritano, il riconoscimento biennale istituito dall’Avis per premiare gesti di bontà.

In 28 anni di servizio il dottore Bartolo ha accolto 350 mila disperati, in fuga da guerre e miseria e tra questi moltissimi bambini. “Bambini che scappano da soli che affrontano viaggi veramente pericolosissimi, dove subiscono torture e violenze”, spiega Bartolo, ma che una volta arrivati in Europa non trovano quello che cercavano, trovando addirittura rancore e ostilità.

Pietro Bartolo è stato chiamato nella riviera del Brenta per premiare piccole storie di ordinarie bontà, come quella di Adriano Dal Col, che invita tutti quanti a donare il sangue.

Presenti all’evento oltre 300 studenti, parte attiva di questa manifestazione. Sono loro infatti a selezionare le buone azioni più meritevoli. Altri ragazzi ancora, gli alunni del liceo Galileo Galilei di Dolo, sono stati premiati. “Siamo stati segnalati per una adozione a distanza che gli studenti mettono in atto dal 2011 e per una raccolta di fondi che poi consegniamo a “Casa famiglia” che è una istituzione del territorio”, ci racconta Luigi carretta, preside del liceo.

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