Se si presenterà l’emergenza potremo alzare le paratoie per contrastare l’acqua alta a Venezia. E’ la dichiarazione del ministro alle infrastrutture Paola de Micheli, affidata alle agenzie stamani al termine della prima prova di sollevamento delle paratoie del Mose del 2020. Parole che sembrano voler sconfessare chi da tempo si professa scettico a cui hanno fatto eco le dichiarazioni del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, affidate a Twitter.

“Prova delle paratoie del #Mose a San Nicolò:riuscita!Continueremo l’operazione trasparenza e a fare pressione perché i lavori si concludano: lo dobbiamo ai cittadini che vivono e lavorano a #Venezia. Dimostreremo al mondo che l’opera funziona in gioco c’è la credibilità del Paese.”

Prima prova delle paratoie del Mose

Il primo cittadino parla però di pressioni affinché i lavori si concludano, non di una diga pronta a far fronte alle emergenze. Questo anche perché il test iniziato oggi alle 8 del mattino e conclusosi alle 12,50 ha riguardato soltanto le venti paratoie della bocca di porta del lido e non l’intera barriera che si estende alla bocca di porto di Malamocco e a quella di Chioggia. La prova è stata effettuata di proposito in condizioni di mare calmo con gli impianti di sollevamento provvisori e con un unico compressore ad agire.

Il prossimo test

Il 3 marzo prossimo ci sarà un nuovo test e ne seguiranno uno al mese. Via via le condizioni del mare scelte saranno sempre più critiche fino ad arrivare a poter davvero dimostrare che il Mose può funzionare in un mare con onde alte 5 metri e raffiche di vento da 90 a 120 chilometri orari.

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