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Presepe in movimento alla Basilica dei Frari: quando visitarlo

Un’attrazione per bambini e adulti alla riscoperta del Natale. Il presepe ai Frari resterà aperto fino al 2 febbraio e si può visitare dalle 9 alle 18.30.

A Venezia non è Natale senza il presepe dei Frari. La stella cometa all’esterno che lampeggia, la melodia natalizia che risuona accostandosi al portone. Ogni anno la sorpresa di ritrovarsi ad ammirare ogni singolo movimento. Nella Basilica dei Frari, da sempre, i frati francescani allestiscono nella cappella laterale di San Pietro, detta Emiliani, un presepe “artistico”.

È una vera e propria attrazione per bambini e adulti. È una lunga tradizione, fatta di amore e pazienza, di cura e di spirito cristiano. Aiuta a ritornare al senso vero del Natale in una città che quest’anno festeggia i 1600 anni dalla sua fondazione.

Il commento di Padre Zanchin

Come racconta Padre Sergio Zanchin che, all’età di 89 anni, è ancora il pilastro della rappresentazione della Natività. “Siamo frati Francescani e San Francesco è stato primo che ha fatto il presepe a Grecio, nel 1223.  Dopodiché i frati hanno visto e capito che questo segno poteva essere significativo per quelli che vogliono celebrare il Natale. Vedere con i propri occhi come e dove Gesù è nato e la storia della nostra salvezza. Un segno che rimane impresso nel cuore. Quindi qui ai Frari, che è la grande casa dei frati minori conventuali, il presepe si è sempre fatto. Naturalmente lo abbiamo aggiornato, con statue sufficientemente grandi e in movimento”. La preparazione inizia già in estate. Si controllano e si rivedono le statue e si pensa al materiale necessario. L’allestimento vero e proprio inizia a metà novembre per fare l’impalcato e la struttura. Successivamente il paesaggio e le statue con i loro congegni meccanici.

“Il presepio non è solo uno spettacolo ma ha la finalità, ancora oggi. Vuole aiutare la gente a riflettere sul mistero del Natale, su Gesù che nasce in una grotta. I bambini si divertono a vedere il paesaggio che cambia e i movimenti, ma non sono capaci di cogliere il mistero. Gli adulti si divertono come i bambini ma possono anche rendersi conto che stiamo celebrando un momento importante come quello del Natale. Soprattutto grazie al movimento della Madonna che si alza e presenta il Bambino, mentre Giuseppe tiene accesa la lanterna per fare luce”.

L’atmosfera del presepe

Mentre in tutta la cappella risuona il tradizionale canto “Tu scendi dalla stelle”, di giorno il presepe è un piccolo villaggio fatto di gente indaffarata nei propri compiti. Una donna dà da mangiare alle galline, un’altra estrae l’acqua dal pozzo per lavare la biancheria nel mastello. I boscaioli tagliano la legna, il vasaio è intento a lavorare la creta. Il fabbro batte sul ferro caldo, il cestaio sta realizzando una gerla, mentre il fuoco riscalda i pastori e le pecore si abbeverano alla cascata d’acqua. All’improvviso il sole cala e scende la notte, tra fulmini, nuvole e tempeste. Il villaggio si ferma, gli abitanti riposano e interrompono le proprie attività. E allora il fulcro diventa la Sacra Famiglia, dentro la grotta, con la Madonna che culla il Bambino e si alza per presentarlo a tutti e lanciare il messaggio che Gesù è nato per salvare l’umanità.

In alto, a contornare il presepe, ci sono due immagini che rappresentano gli angeli in legno realizzati dall’intagliatore bellunese Andrea Brustolon e conservati in sacrestia.

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