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Presepe più grande d’Europa: premio a Mario Agrestini

Lo scultore e pittore Mario Agrestini, viterbese di Monterosi, classe 1943, ha realizzato il suo presepe a partire dal 1970

Anche se siamo fuori stagione, adesso parliamo di un presepe davvero fuori del comune non solo per le sue dimensioni, con statue a grandezza naturale, ma anche per il suo evidente valore artistico, tant’è che finora ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, l’ultimo pochi giorni fa a Venezia.

Il presepe di Mario Agrestini non è solo il più grande d’Europa, ma, senza dubbio, anche il più emozionante.  Un presepe a grandezza naturale nel quale il visitatore:

  • si unisce ai pastori
  • ascolta il suono delle cornamuse
  • osserva gli artigiani al lavoro
  • tocca i panni stesi al sole
  • la merce esposta nei cesti
  • otri colmi di unguenti
  • accarezza galline, colombe e pecore

Il Presepe

Non è più la solita rappresentazione da fermarsi a guardare frontalmente, ma una gigantesca installazione artistica: 700 mq circa, nella quale: addentrarsi, muoversi o soffermarsi a piacere, perchè ovunque si posi lo sguardo, c’è un microcosmo da esplorare, ricco di dettagli, monili, stoffe pregiate e profumi d’oriente.

Il lavoro di Mario Agrestini

Lo scultore e pittore Mario Agrestini, viterbese di Monterosi, classe 1943, ha realizzato tutto questo a partire dal 1970. La sua è una passione precoce: da bambino costruiva presepi in parrocchia, e anche in casa, la capanna con la sacra famiglia, era una tradizione.

Un giorno però, nella chiesa della Madonna della Quercia a Viterbo, il piccolo Mario vide un vecchio presepe rinascimentale a grandezza naturale. Fu allora che nacque in lui il desiderio di seguire quell’intensa fascinazione. Ci ha messo oltre 40 anni a realizzare questo monumentale presepe in legno, terracotta e carta pesta, secondo l’antica tecnica rinascimentale ed è corredato da abbigliamento e materiali preziosi provenienti dal Medio Oriente.

La sfida, adesso, è quella di far conoscere il presepe anche all’estero. Per spostare statue, arredi e scenografie ci vogliono ben tre tir, ma non è un problema. Lo spirito nomade di questa storia dà una grande motivazione a trovare nuovi spazi.

L’opera, di evidente valore artistico, riscuote ovunque grande successo conquistando riconoscimenti e trofei. Come il Gran Premio Internazionale di Venezia conferito a giugno del 2022 a Mario Agrestini e al figlio Marco.

Perchè il presepe piace tutto l’anno, non solo a Natale.

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