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Premio De Curtis al film “Maledettissima Tu”

Il Premio De Curtis, per la sezione cinematografica, va al film "Maledettissima Tu" di Francesco La Rosa, regista siciliano, per i contenuti che stimolano i giovani nel perseguire il rispetto per la Legalità.

L’Associazione Amici di Totò… a prescindere! – Onlus, è organizzatrice del Concorso Internazionale Artistico Letterario “Antonio de Curtis, Totò: Principe, Maschera e Poeta”, che si svolge da anni con il Patrocinio Morale ed i Premi di importanti organi istituzionali. La XXII Edizione del Concorso Internazionale di Totò avrà il suo momento principale e conclusivo il 28 aprile 2020 a Roma, nella prestigiosa “Sala della Protomoteca” del Comune di Roma dalle ore 15.30 alle ore 19.30. Nel corso dell’importante Premio De Curtis saranno premiati: per la “Sezione Cinematografia”, il Regista siciliano, Francesco La Rosa, per il mediometraggio “Maledettissima Tu” (andato in onda su Televenezia), in considerazione dell’interpretazione degli attori, ma soprattutto per i contenuti che stimolano alle nuove generazioni nel perseguire il rispetto per la Legalità e per i messaggi che reiteratamente ci offre.

Premio De Curtis

Per il Regista, ogni essere umano è protagonista nel decidere la sua vita e nel ponderare la giusta scelta tra il bene ed il male, nel perseguire gli insegnamenti dei tantissimi eroi, nati ed assassinati nella loro tanto amata terra siciliana. Un esempio emblematico è rappresentato dai Giudici: Rosario Livatino, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino; dal sacerdote Don Pino Puglisi; dal giornalista Peppino Impastato, che è cresciuto respirando “aria di mafia”. In quell’epoca la casa del Capomafia del posto, Tano Badalamenti, al quale la sua famiglia era anche imparentata, era ad una breve distanza dalla sua abitazione. Peppino Impastato, comunque non ci sta a perseguire la strada dei mafiosi e non ha paura di urlare ai suoi concittadini che: “…la mafia è una montagna di merda…”.

Maledettissima Tu

Questi insegnamenti che animano e stimolano il cuore del Regista La Rosa, sono ulteriormente supportati dalle parole del Giudice Paolo Borsellino: “… Quando la gioventù le negherà il consenso, per la mafia sarà giunta l’ora della fine!“ non potevano essere in modo migliore recepiti e trasmessi nel film. Come si può trasformare la gioventù se non attraverso la cultura, che si acquisisce con l’opera didattica della Scuola. La mafia diversamente offre ai giovani facili guadagni e la falsa illusione di avere il rispetto della moltitudine delle persone, in una vita che il più delle volte si consuma in un breve lasso di tempo per le faide delle famiglie mafiose, oppure nella migliore delle ipotesi tra le sbarre delle carceri o di lunghi periodi di latitanza.

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